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TAVERNA
 

 

E' SCRITTO SU UNA TARGA VICINO AL CAMINETTO..
"E se nonostante tutto, alla fine, fosse questo il solo posto in tutto il multiverso che tu possa chiamare casa? Che tu sia una una leggenda vivente o un semplice viandante, ci hai pensato mai veramente?"

 

 
 

 
 
SPIRITI PERDUTI IN MONDI IGNOTI
La Taverna alla Fine dei Mondi è in grado di viaggiare tra i Piani, portando con se tutto ciò che vi è chiuso all'interno, siano essi oggetti, uomini, spiriti, entità.. Ma quanto si conosce della destinazione? Spesso gli esploratori che viaggiano con la taverna si avventurano nelle terre sconosciute della destinazione raggiunta per carpire informazioni, conoscere eventi, leggende, dicerie del mondo in cui si trovano gli avventori. Spesso molte cose avvengono durante i lunghi periodi di pianificazione che gli eroi e gli spiriti della taverna devono necessariamente affrontare. In questa sezione del sito troverai voci, avvenimenti, conoscenze acquisite tra un raduno di gioco e l'altro. I frammenti richiesti dal Maestro sono stati recuperati, a caro prezzo. Un mostruoso nemico si sta lentamente palesando. A peggiorare le cose, l'inquisizione del culto di Azul Khan Drades prende il sopravvento nella città di Euteria. E' tempo di trovare alleati, è tempo di combattere...
 

 

 

 

 

 

Le Voci di Taverna sono pubblicate in ordine cronologico a partire dal fondo della pagina. Le Notizie più in alto sono le più recenti, scorrendo la pagina potrete rivedere vecchie voci. Di tanto in tanto le voci più vecchie verranno archiviate ma sarà possibile leggerle. Troverete le istruzioni su come leggere le voci più vecchie al momento della loro archiviazione (sarà presente un link):

 

RICOSTRUZIONE

Una battaglia era vinta. Ma l'ombra della guerra sciamava sul mondo. Grazie all'intervento della Roccaforte gli Arcipelaghi erano stati liberati dalla piaga non umana che li stava conducendo alla rovina. Le creature degli abissi avevano lasciato dietro di loro una scia di devastazione senza precedenti, e ora gli uomini delle isole, supportati da ciò che rimaneva del Circolo dei Druidi, stavano ricostruendo la piccola cittadina costiera di Mhur. Ogni tipo di aiuto era ben accetto, e come colti da un improvviso senso del dovere - o per altri fini - alcuni Eroi della taverna avevano dato la loro disponibilità ad aiutare. La cacciatrice Myr si era unita al Druido Syranus in direzione di Mhur, e con loro erano andati alcuni degli eroi. Erbaluce, Elheazar, Ananta, Fixius e Marcus, Irene e altri, chi per compassione chi per altri fini - politici o di esperienza - si erano uniti al gruppo di ricostruzione e di aiuto. Nel frattempo gli altri eroi della Roccaforte attendevano il ritorno dei compagni in un avvallamento nell'entroterra dell'isola di Rapscalion, vicino ad un piccolissimo lago interno. A breve avrebbero deciso la loro successiva destinazione, in base agli ultimi eventi.. aleggiava in molti di loro la sensazione che qualcosa fosse sfuggito, un dettaglio forse insignificante ma...

Il culto di Corvus aveva ricevuto notizie e istruzioni dal Gerofante Astrion, e con l'aiuto di tutti la situazione era improvvisamente volta a vantaggio di tutti. Ora gli uomini degli Arcipelaghi avevano un debito con loro. Ora avevano degli alleati, anche se distanti dalle invasioni di aranee su continente e dal pericolo dei cultisti dell'inquietante Re in Giallo... era un momento cruciale, un momento in cui gli equilibri sarebbero stati decisi, forse un momento di riposo lontano dal conflitto...

Un momento per decidere e confrontarsi, un momento per schiarirsi le idee...

Nonostante strani scricchiolii giungessero di tanto in tanto dal sottotetto della Roccaforte, e nonostante alcuni assenti, avrebbero discusso sul da farsi approfittando di questo momento...

 

 

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PUNTI DI VISTA

Erbaluce, ancora intontita dallo strano risveglio giro l’angolo verso il lungo corridoio, si trovava al piano superiore della taverna quando aveva udito l’arrivo degli intrusi al piano terra, l’istinto di accorrere in aiuto ai suoi compagni le era stato provvidenziale dato che pochi istanti dopo il vetro della finestra sopra al suo giacilio era esploso ed uomini dagli occhi vitrei per l’eccessivo uso di erbe erano balzati dentro lame in pugno…

Era riuscita ad uscire dalla stanza frapponendo tra se egli assassini  il mobile di legno messo accanto al vano della porta e si era lanciata in una concitata corsa.
Davanti a lei Aramis  era alle prese con un uomo del deserto e non sembrava che la cosa si stesse mettendo per il meglio… e poco piu in là le ombre sul pavimento segnavano l’arrivo silenzioso di altri avversari.
Aramis parò un affondo della lama dell’assassino, rassegnandosi all’inevitabile attacco della seconda lama… sperava solo di aver fato bene i conti su quale fosse l’arma avvelenata; l’intervento di Erbaluce lo colse di sorpresa, ma altrettanto fu per il suo avversario che si ritrovò la lunga spada della donna attraversargli il petto all’altezza dell’arteria dello stomaco.

Gael non li aveva sentiti arrivare, aveva alzato lo scudo in un gesto improvviso e fortunato: qualche secondo di ritardo e  la lama dell’uomo con il turbante gli avrebbe aperto la gola. Una spallata con tutto il peso e via di corsa fino a metà corridoio, davanti a lui Erbaluce  stave estraendo l’arma da un corpo esanime. Aramis osservò accigliato quattro assassini sbucare da una porta laterale quando, dal nulla una voce dal tono inquietante pronunciò strane parole:

OH per gli dei! quanta maleducazione per un sola notte!.. inopportuna, disturbante! Non si entra in casa d’altri senza il giusto invito..dalle finestre poi.. chi pulirà adesso?

Uno dei tre spettri apparve strappando un braccio ad un uomo del deserto che cadde urlante. Il fiotto di sangue pulsante disegnò un arco degno delle fontane di Euteria, mentre gli avventori della Roccaforte si gettarono oltre, cercando di mettere a fuoco la situazione prima che fosse troppo tardi.
Urla raccapriccianti cominciarono ad echeggiare per tutto l’edificio ed anche all’esterno… E alcune voci familiari dal basso gridavano incessantemente: Kuuuuzzzzz!! Kuuuuuuzzzzz!!

 

LAME NELLA NOTTE

Era appena avvenuto l’ultimo attacco. Quattro compagni erano caduti, dei quali due decomponendosi avevano lasciato una macchia scura e putrida sul pavimento e sull'erba. I superstiti si erano contati e avevano chiuso le porte della Roccaforte.
In breve scelsero dove recarsi per trovare riparo e aiuto per i caduti, e dopo che furono scartate le ipotesi più rischiose Eleazar ordinò che venisse cercato Kuz Brennan, ovunque fosse, perché la Roccaforte doveva spostarsi di lì il prima possibile.
All’improvviso rumori di vetri infranti e di pesanti tonfi mise in allarme coloro che discutevano nella sala comune. Provenivano dalle stanze da letto ai piani superiori, dove la maggior parte degli ospiti della Roccaforte riposava ignaro di quanto stesse accadendo. “Come diavolo hanno fatto ad entrare! Quanti sono quei bastardi assassini! Sembrano non finire mai!” gridarono uno ad uno i superstiti. “Dobbiamo andarcene! Dobbiamo decollare, spostare la taverna subito!” - convenirono dopo rapidi sguardi di intesa...

Un forte rumore sordo, seguito da altri rumori di vetri infranti, fece svegliare di soprassalto alcuni dei membri della Roccaforte. Figure scure si stavano muovendo nei corridoi, tra i giacigli dei compagni addormentati. I pochi che si svegliarono notarono che gli altri sembravano sprofondati in un sonno profondo, troppo profondo per essere normale.
Si sentivano intorpiditi, inermi mentre le figure con le lame che luccicavano ai raggi di luna che filtravano attraverso le finestre e gli scuri rotti o divelti sciamavano silenti tra i letti.
Ma per fortuna qualcosa vegliava su di loro. Tre figure scure, eteree, che velocemente si muovevano da un corridoio ad un altro, da una stanza ad un’altra, attraverso le pareti e ignorando ogni ostacolo... qualcosa che gli assassini non avevano valutato. E la vendetta di Garreth, Vicius ed Hermann arrivò veloce come l'apparire di un’ombra quando giunge la luce.
Altre chiazze scure e putride insozzavano ora i pavimenti delle stanze e dei corridoi mentre gli spettri dispensavano la vendetta di Corvus...

Tuttavia, il pericolo era reale, e la tensione palpabile...

 

 

 

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PIOGGIA DI PRIMAVERA

Cronck come ogni mattina apre il portone esterno della Roccaforte e scruta il cielo per capire quale sarà il tempo: “Ananta, sembra che oggi sarà una giornata serena, ottima per incamminarsi verso l’Antico Bastione”. “Humph, risponde l’Oscuro, sbadigliando, mentre scende le scale”. Piano piano tutti si svegliano e lentamente si apprestano a partire, preparando le armi e i bagagli, senza badare troppo a cosa fanno gli altri, ansiosi di mettersi in marcia, e al tempo stesso preoccupati di ciò che potrebbe attenderli.

KLANG! BONG! KLINGH! STUM! ARHG!

Klauss: “Oh, qua sta piovendo roba dal cielo!” Osab” Ahi!” Grida, mentre un pesante elmo lo colpisce in testa facendolo cadere in terra.” Tutti si riparano vicino alla Roccaforte, quando tre pesanti forma precipitano con un forte rumore sordo. Una di queste, lucida come di metallo, lascia un solco sul terreno doppio rispetto alle altre, sprofondando nel terreno di fronte a loro. Tre figure gemono, cercando di rialzarsi stordite. Tutti estraggono le armi e si dispongono pronti ad un attacco….

...ma guardando bene, i tre sembrano conosciuti. Kunz è il primo che scatta verso di loro riconoscendoli, anche se privi dei loro vestiti, delle loro armi e armature, e li saluta chiamandoli “ Marck! Halder! … Laxius?!!” I tre si guardano intontiti e si coprono con ciò che trovano vicino, mentre si rendono conto che tutte le loro cose, oggetti, armi e armature, sono sparse in un raggio di 100 metri.

Dopo aver salutato con un solo cenno i compagni ritrovati, iniziano a cercare i propri averi nei campi circostanti, in quanto anche gli altri componenti della Roccaforte stanno guardando ciò che è caduto nel terreno di fronte a loro. Tutti, un pò perplessi, li aiutano raccogliendo ciò che è loro vicino e portando quello che trovano ai loro amici ritrovati. Tra questi vi è anche una figura mascherata, silenziosa e vestita di nero, che da un po' di tempo risiede come ospite nella taverna della Roccaforte, e soprattutto il Nobile Incantatore Duvall, che sembra darsi molto da fare. Dopo un’ora di raccolta sembra che non ci sia più nulla sul terreno, ma pare che i tre lamentino ancora la mancanza di alcuni averi per loro di grande valore... Ma poi, improvvisamente, arrivano i messi dei Monaci ciechi, che li invitano a partire verso l’Antico Bastione. Duvall, di ottimo umore, li esorta a prendere le loro cose e a partire, in quanto l’Antico Bastione è a quasi ventiquattrore di cammino….

 

PENSIERI

Il momento era prossimo. I monaci ciechi giunti alla Roccaforte avevano stabilito il giorno dell’incontro da loro convocato.. A loro dire la voce si era sparsa per Kurunis, gli Dei, attraverso questi strani oracoli, chiamavano a raccolta i rappresentanti dei culti al Bastione Antico, un’antica abbazia situata sulla costa, a poca distanza dalla temuta città imperiale di Euteria, che era stata sede della corte imperiale in un passato dimenticato, e che gli inquisitori di Azul Khan Drades avevano messo a ferro e fuoco, giustiziando sommariamente e torturando sulla base di una specie di delirio mistico l’intera popolazione, o almeno quella parte della popolazione che non era stata in grado di mettersi al sicuro o di sfruttare le giuste conoscenze nel culto dell’Ordine. Il ritorno del culto di Corvus poteva forse trovare in quel luogo una possibilità di essere accettato tra i culti non eretici di Kurunis? Astrion, il Gerofante di Corvus, era tornato dall’Oscurità, il Maestro dell’Artiglio era stato sconfitto in una spettacolare sortita sulla sommità delle rovine di Nido del Rapace, ma a quale prezzo?

Quella notte molti degli Eroi della roccaforte erano spariti senza lasciare traccia. Che ne era stato dei ferali? Che fine avevano fatto Gulim, Halder, Mark, Gael, Shaela, Erekose, Laars, e tutti gli altri amici scomparsi? Si sarebbero incontrati di nuovo? Avrebbero trovato la Roccaforte, una volta che essa avesse lasciato il luogo in cui si erano separati?

Perfino Kuz Brennan, lo spettro al comando del Timone della Roccaforte, dall’alto del suo spiccato egoismo se lo chiedeva. E non era il solo. Cosa sarebbe accaduto ora? Questo Consiglio si sarebbe rivelato una trappola? Ai più saggi e più capaci di interpretare gli eventi tutto sembrava appeso a un filo.. E mentre i Corvi sigillavano porte e finestre, mentre la Roccaforte si librava in volo per raggiungere il Bastione, la mente di molti ripercorreva la lista dei nemici della Roccaforte. Mentre alcuni erano sconfitti, altri sempre più orrendi e corrotti sorgevano ovunque e senza sosta, come se un morbo strisciante stesse per inghiottire le coscienze e il mondo intero in una spirale di delirio e di follia…

 

ALTRE PERDITE

Poche ore e Kuz e Roland e gli altri Corvi avrebbero spostato la taverna. L'ora era prossima alla partenza, e tutto era calmo. Silent stava intrecciando strani fili di un colore simile alla carne, probabilmente parte di un mantello o qualcosa di simile. Klaus invece stava controllando i confini della taverna assieme a Eleazar, l'uomo giunto dal canale dell'ombra nel corpo di un marinaio.. anch'esso giunto da chissà dove.. come tutti del resto... Klaus si distrasse per pochi minuti, pochi soltanto.. quando si voltò verso il compagno vide che non era solo. Con lui c'era Gabriel, il Sairax, e... tre figure d'ombra, nere come la notte, da cui proveniva un suono sottile, simile a una formula arcana. Erano ombre di Corvus, ne era certo, aveva già visto entità simili. Fece per avvicinarsi, ma era già troppo tardi. Delle cinque figure vestite di nero non erano rimaste che 2 paia di impronte nel fango...

 

 

------------------------------------------------------------------FINE PRIMO CAPITOLO CORAX QUEST--------------------------------------------------------

REQUIESCANT IN PACE

Il tragitto della... ...taverna... (l'abitudine è dura a morire), questa volta, sarebbe stato molto breve. Gli spiriti avevano parlato chiaro, poche ore e sarebbero giunti nel luogo scelto, e ciò che ne sarebbe seguito.. rimaneva avvolto nel mistero.. Gli avvenimenti che avevano colpito la Città di Thorion, le creature che ora si riversavano nelle foreste di Balak Duin, le nebbie impenetrabili e le legioni Azulite, il reame d'incubo che avevano attraversato, la scomparsa di Ananta e la visione di Astrion, e la costante sensazione che qualcosa di greve stesse per abbattersi sugli eventi costituivano il miasma di pensieri che, a giudicare dai volti stanchi e stremati, inquinava la mente di tutti i presenti. Non era il caso di rivangare gli ultimi avvenimenti.. e alla domanda se fosse stato tutto solamente un sogno, dava risposta il volto trasfigurato di Dakar Nero Jones.. l'ultimo inviato alla Taverna dall'azione caotica del Palanthir aveva infatti subito una ingente trasformazione, se non nel corpo almeno nello spirito.. Ora si faceva chiamare Eleazar Blackthorn, e quello che gli era accaduto era fin troppo reale.. Un altro tassello da sistemare al suo posto, forse, o semplicemente un altra beffa del destino.. Le cose intorno a loro stavano cambiando, fin troppo in fretta.. e domani sarebbero cambiate ulteriormente.. avrebbero dovuto combattere, questo era certo, ma contro cosa, contro chi? La lunga lista di nemici ormai superava di gran lunga le flebili alleanze in quel mondo devastato da guerre e inquisizioni, creature diaboliche e folli progetti di menti malate..

Con questi pensieri si ritirarono, ognuno nelle proprie stanze, e si coricarono nei loro letti per ritrovare le forze... forse, almeno questa notte, avrebbero riposato in pace...

 

UN LUNGO CAMMINO

La colonna di fumo che si levava dalla boscaglia all’orizzonte, là dove riteneva fosse ancora la Taverna, non presagiva nulla di buono.
La strada da Thorion alla radura nella quale erano atterrati ormai tre settimane prima non era lunga… ma era molto cambiata rispetto al viaggio di andata… Il silenzio della natura circostante era stata la cosa che aveva notato per prima…
Avrebbe voluto correre, affrettarsi, allontanarsi da quel silenzio che sapeva fin troppo di morte, ma le ferite alla gamba sinistra e al fianco non glielo permettevano. In più, lo zaino che portava in spalla aveva una bretella ormai logora e avrebbe rischiato di perdere quel poco che era riuscito a salvare…
“Accidenti ai tomi” - pensò Laars - “ho perso troppo tempo nelle biblioteche di Thorion, avrei dovuto uscire prima”. Ma la Cattedrale di Raumenox era stata uno degli ultimi edifici a cadere sotto l’invasione delle Aranee, strenuamente protetta da Padre Bonifacio e dai suoi seguaci. Aveva salvato un paio di breviari dallo sfacelo, oltre alla trascrizione del testo della Vera Fede che portava sempre con se, dono della sua  consorte… Ma, nuovamente, le sue preghiere non erano state sufficienti… aveva potuto salvare ben poco…
Appena era riemerso da un passaggio sotterraneo distante dalla città insieme ad alcune avanguardie dei nani che gli erano state messe a disposizione da Philippe Duvall, era stato costretto a giocare a nascondino con le pattuglie azulite.
Era sempre stato bravo a sfuggire a un inseguitore… ma questi erano i resti caotici di un esercito in stato di assedio, sorpreso quanto i cittadini di Thorion davanti all’invasione, ma che si stava riorganizzando velocemente, confidando nell’Ordine che ne ispirava ogni mossa… Ben presto i nani che lo avevano accompagnato erano caduti vittime delle pattuglie azulite e lui stesso era riuscito a lasciarsi alle spalle uno degli accampamenti per un soffio… solo per scoprire che nel folto della boscaglia un nemico silente lo attendeva…Creature deformi, le stesse che avevano invaso la città: gli uomini-ragno, le dannate aranee.
Non aveva avuto molta scelta: pur conoscendo le astuzie per celarsi ai sensi delle prede, anche un uomo-lupo come lui non passava inosservato alla fitta rete di aracnidi sparsa per i boschi… aveva dovuto combattere, talvolta anche con strane figure ammantate nei paramenti sacri al Dio dell’Ordine, ma completamente distorte dall’infezione che si stava diffondendo tra le fila dell’esercito nemico…
Gli scontri lo avevano prosciugato di ogni energia e lo avevano rallentato… Non mangiava da due giorni, aveva riposato con un occhio aperto qualche ora in pieno giorno per evitare di farsi sorprendere nel buio. Non aveva nemmeno meditato: pur avendo scorso le pagine del libro donatogli da sua moglie al suo “risveglio”, non aveva la mente abbastanza riposata né il tempo necessario per incamerare nuovamente l’energia mistica per officiare le sue preghiere… A malapena si era azzardato ad abbeverarsi ad uno stagno, dando fondo a quel poco di energia che aveva risparmiato per purificarne le acque.
Avrebbe voluto correre, ma probabilmente lo sforzo avrebbe definitivamente minato il suo corpo vecchio e spossato…
Dando fondo alla sua forza di volontà, proseguì imperterrito, il passo pesante, mormorando litanie di preghiere per costringersi a giungere alla sua meta…
Doveva sapere la verità…
Il fumo continuava a levarsi nell’aria immobile e pungente…
Dopo aver risalito un breve pendio cinto da vegetazione, barcollando  giunse infine nel luogo in cui un tempo sorgeva…
La taverna…
Un tempo…
Le rovine fumavano ancora e della famigliare struttura non rimaneva più nulla. Odore di sangue e altri strani icori verdognoli e violastri si mescolavano nell’aria davanti a quell’irriconoscibile cumulo di macerie fumanti…
Cadaveri di aranee fatti a pezzi punteggiavano la radura davanti alle macerie e qua e là, guardando meglio, qualche lembo strappato di tuniche nere e rosse e i rimasugli di componenti di potenti incantamenti, oltre agli evidenti segni del loro utilizzo.
Un drappello scelto dell’armata di Azul Khan Drades, forse con il Generale Curium in persona in testa.
Dunque c’era stata battaglia…
Un profondo sospiro portò più informazioni alla sua mente, fiutando l’aria…
Non avvertiva l’odore familiare di sua moglie, né quello più polveroso di Plik… nemmeno lo strano aroma metallico di Halder…
Per strano che potesse sembrare, non pareva che i suoi amici fossero stati coinvolti. Forse avevano fatto in tempo ad abbandonare la taverna? Impossibile, non l’avrebbero mai fatto…
Ma allora dov’erano?
Forse non erano mai giunti qui, per questo l’armata di Azul Khan Drades aveva avuto gioco facile nel demolire la Taverna sguarnita dei suoi occupanti… Ma allora dov’erano finiti? Dov’erano sua moglie e tutti i suoi amici…
“Un momento” - disse tra sé e sé, scuotendosi - “non è possibile! Harlem era rimasto qui a sorvegliare la Taverna… Lui non l’avrebbe mai abbandonata!”
Mosse qualche passo verso le macerie e fu allora che scorse un grosso anello con incastonato un rubino grosso come una noce… sulla fascia interna, una scritta che lui stesso aveva inciso: Harlem Halos, Castellabbate di Eius, XXV-IV-IV T.N. Tredici anni prima, una vita prima, quell’anello era stato infilato al medio della mano destra di Harlem, quale sigillo del suo rango nobiliare in seno all’armata Narvatica…
Strinse l’anello nel pugno, tanto da tagliarsi la mano e ringhiò… poi notò due profondi solchi nel terreno che si allontanavano dalle macerie e si dirigevano verso il sentiero che si allontanava dalla radura verso sud-est…
Lo avevano catturato e portato con sé…
Forse erano tutti loro prigionieri…

“MALEDETTI!” - urlò all’aria immota nella radura.

Non sentì alcun rumore alle sue spalle: fu però il suo fiuto a percepire l’odore pungente ed un po’ speziato della magia, una magia potente, che conosceva molto bene.
Ben pochi, se non uno soltanto in tutta Kurunis, avrebbero potuto arrivargli alle spalle senza il minimo rumore.
Senza nemmeno voltarsi, Laars lo salutò. 
“Khersus il Viaggiatore! Ben trovato, vecchio mio. Hai la minima idea di cosa diavolo sia successo qui?“ - disse Laars, contemplando le macerie, come a sperare che l’arrivo del Viaggiatore ponesse rimedio a quel disastro…
“Ne so quanto te, Laars. Anch’io sono appena arrivato” - disse Kersus traendo una lunga pipa già accesa dall’ampia manica della tunica grigia e tirando una lunga boccata di fumo grigio-verdognolo - “Comunque, non affannarti a cercare tracce, non ve ne sono. Ovunque siano andati, non lo hanno fatto a piedi.“
“Quindi non li hanno presi gli Azuliti?” disse Laars voltandosi, speranzoso in qualche informazione in più.
“No di certo… un paio, forse, tra cui di sicuro Harlem” - disse Kersus indicando con il bocchino della pipa la mano sanguinante di Laars - “ma gli altri sono spariti… e a giudicare dalla totale mancanza di tracce sul campo di battaglia, lo hanno fatto ben prima che arrivassero Azuliti e Aranee.“
“Ma come è possibile? Un portale, Kersus? Uno dei tuoi? Li ha aiutati Kornish, forse?“ chiese Laars.
“No, non sono stato io… e non penso nemmeno Kornish, ma la tua idea è corretta” - disse il Viaggiatore imboccando nuovamente la pipa e traendo dalla manica una grossa sfera di vetro scuro, all’interno della quale danzavano strane ombre - “anch’io sto pensando ad un portale”
“Vedo che hai di nuovo il Palantir sottobraccio, allora li troverai di sicuro!” disse il vecchio sairax, quasi esultante.
“No, il Palantir non funziona ancora, ne ho riparato soltanto una parte” disse Khersus bussando col collo della pipa sulla sfera “e se aspettavo questi inetti, non mi sarebbero bastate due vite! Così, mi sto arrangiando da solo, ma c’è ancora molto da fare. Ad ogni modo, non ho bisogno del Palantir per individuarli” - disse, dando nuovamente una profonda boccata alla pipa - “anzi penso che fra poco li raggiungerò, tra un sogno e l’altro”
“Ecco che ricominci a parlare per enigmi… e io?” - ringhiò Laars, cercando di dissipare la coltre di fumo che il Viaggiatore gli aveva soffiato in faccia - “cosa posso fare, adesso che la Taverna è distrutta? Dov’è mia moglie!!!???”
“Torneranno, tutti o solo alcuni…” - disse Kersus, lo sguardo improvvisamente vacuo e tremulo, perso tra le volute di fumo  - “tu attendili vicino al Nido del Rapace, oppure aspettami qui”
Il Viaggiatore si scosse impercettibilmente e il suo sguardo tornò quello rapace di sempre…
“Non tarderò molto ed ho ancora bisogno di te, per un’altra impresa” - disse lo stregone fissando l’uomo lupo negli occhi - “Ora siediti, perché ho una gran brutta notizia da darti: ero tornato per dirlo a tutti, ma come vedi…” disse Khersus accompagnando le parole con un ampio gesto del braccio indicando le macerie…
Laars ascoltò ed incassò il colpo, impallidendo…
Il vecchio stregone grigio lo aveva in qualche modo richiamato dal Kaelorn nel quale gli aveva fatto da nocchiere: egli gli aveva donato una nuova occasione, ma ora esigeva la sua collaborazione… e non era tipo da ammettere un rifiuto.
“Rallegrati!” - disse il Grigio - “le tue avventure non sono di certo terminate!”
Kersus evaporò in una nube di fumo, lasciando a terra solo un cerchio di fuliggine grigia.
Sospirando, Laars si concesse un po’ di tempo per guardarsi attorno.
Quelle rovine annerite e fumanti erano state il centro della sua seconda vita.
Una nuova libertà…
Ritrovare sua moglie…
Risate, bevute, avventure…
Momenti belli ed altri sconfortanti…
La Taverna alla Fine dei Mondi non esisteva più…
Il Generale Curium o chi per lui alla fine ce l’avevano fatta.
Poteva forse fargliela passare liscia?

Mosso da nuove forze, il vecchio uomo lupo si incamminò verso il sentiero che piegava a sud-est…

 

EVENTO LIVE OTTOBRE 2016 "SENTIERI OSCURI" - LE VOCI SEGUENTI SONO PRECEDENTI AL RADUNO INDICATO MA MANTENGONO INALTERATA LA PROPRIA VALIDITA' PER I RADUNI SUCCESSIVI.

 

TAVERNA DOLCE TAVERNA?
Le parole di Cronk erano forse proprio quello di cui c’era bisogno, come un lungo sorso di Grog caldo furono in grado di sciogliere un poco la pesantezza nell’animo di Kuz ed i due camminarono vicino alcuni minuti parlando fra loro senza prestare troppa attenzione ai compagni attorno.

Purtroppo la verità era che gli animi erano tesi e il muoversi, in quella nebbia che diventava ogni momento più fitta e senza sapere visivamente quanto ancora mancasse alla taverna, stava diventando difficile da sopportare. Ma la speranza, ravvivata da Forseti il giorno prima, di arrivare presto alla Taverna, ormai una casa anche per coloro che venivano dai mondi più lontani e disparati, in qualche modo mitigava la cupa atmosfera.

La Taverna alla Fine dei Mondi... C'era chi l'amava come un focolare domestico, in grado di abbracciarti.. c'era chi la odiava, vedendola talvolta come una prigione in cui si era costretti ad attendere la propria sorte.. Ma tutti dovevano in qualche modo a quell'edificio la loro vita, e, dopo una lunga marcia al freddo del nord, a molti l'accogliente quanto assurdo e peculiare edificio mancava come non mai..

Persi in questi ed altri rincuoranti pensieri, gli avventurieri proseguirono la loro marcia decisi a mettere fine a questo minaccioso viaggio... e il loro cammino fu spedito, almeno fino a quando non udirono un urlo di dolore che proveniva dalla nebbia.. vicino.. molto vicino.. Si arrestarono tutti di colpo, guardandosi tra loro con sguardo misto fra l'interrogativo, lo spaventato e l’allarmato.. le armi furono sguainate, e solo una volta accertata l'assenza di un pericolo reale e immediato realizzarono che Aramis non era più nel gruppo.

I cacciatori, gli esploratori ed i ferali, individuata la direzione da cui era venuto l’urlo, si buttarono senza pensarci un secondo nella nebbia in cerca del compagno, primo fra tutti Plik. Passarono un paio di minuti e lo stesso urlo di dolore precedentemente udito si sentì nuovamente.. e poi solo un lungo ed interminabile silenzio. Vista la tensione generale fu difficile capire quanto tempo fosse passato con precisione. Il frusciare di più gambe nell’erba alta e la comparsa di una macchia di color rosso che si stava rendendo sempre più visibile e nitida nella nebbia riporto tutta la comitiva alla realtà. Era iI colore delle vesti del mago.. i cacciatori avevano trovato Aramis e Plick lo stava portando a spalla, privo di sensi.

Quasi all’unisono varie figure chiesero: “Come sta?”, “Dov’era?”, “Perché ci avete messo tanto?”, “E' morto?” Dopo averlo sistemato a terra Plick disse: “Era in una radura a pochi passi da noi, ma la bassissima visibilità di questa… Grrr… nebbia ci ha reso davvero difficile trovarlo. Grazie a Takshmi la nebbia ci ha concesso un attimo di tregua e siamo riusciti a vederlo. Giaceva a terra svenuto all’interno di una radura ghiacciata di circa una decina di metri di diametro.. cosa strana visto che la temperatura di questi boschi non è ancora così bassa, ma non abbiamo dato peso alla cosa lì per lì… almeno fino a quando non abbiamo guardato meglio pochi passi addietro”.

“Perché, cosa avete visto?” chiesero alcuni

“... un cerchio delle stesse dimensioni in mezzo agli alberi, ma fatto di erba carbonizzata ancora fumante” rispose Forseti da dietro. Ma Plik alzò una mano e la interruppe “Comunque non abbiamo tempo ed è inutile discuterne qui” continuò Plick “vi concedo cinque minuti di sosta, qualcuno gli dia un po’ della sua acqua e assicuratevi che si riprenda almeno quanto basta per camminare. Non possiamo star fermi a lungo, sempre se non vogliamo diventare delle prede... Ora siamo certi di essere a meno di 2 ore dalla taverna! Andiamo!!”

E la nebbia, come a sottolineare le sue parole, iniziò lentamente a diradarsi… e poco dopo intravidero in lontananza una luce tra i neri boschi ancora avvolti nella foschia… erano davvero a poche ore di marcia…

 

BUONUMORE
“Per la scarsella vuota degli dei... che foresta infame...” esordì Cronk ad alta voce mentre camminava in mezzo al gruppo. Erano in marcia dalle prime ore del mattino, pronti ad affrontare l’ultimo giorno di marcia.. “...ora, fatemi capire perché non abbiamo aspettato qualche giorno in più! prima o poi la nebbia si sarebbe diradata e nel mentre potevamo continuare a fare ciò che stavamo facendo... ehm.. qualunque cosa fosse. Per quanto mi riguarda ho un sacco di amici nuovi in città e scommetto che sentiranno sicuramente la mia mancanza... non è vero Kuz?”. Il marinaio si aggiustò meglio lo zaino sulle spalle e guardò l'amico con un sorriso tirato. “Abbassa la voce Cronk, sono già tutti abbastanza agitati, non vedi?. La nebbia non se ne va da questo posto, ormai mi sembra abbastanza chiaro... e sull’attendere ancora... ormai è un capitolo chiuso, siamo qui e non credo che sia il caso di riaffrontare nuovamente il discorso”

Cronk allungò il passo fino ad arrivare a fianco del marinaio e, dandogli una pacca sulla spalla, allungò la mano come per mostrargli qualcosa di meravigliosamente ovvio: “Agitati? e per cosa? ...ok il posto fa schifo ma davanti a noi i Ferali e i cacciatori ci stanno aprendo la strada e dietro Halder, Gulim e i melniboneani ci tengono per così dire il “deretano asciutto…."

“…il problema è qui ti dico!” continuò d’un fiato senza dare tregua al compagno “Guardati attorno e dimmi, cosa vedi? Un Aramis che cammina tutto corrucciato. Dici che è preoccupato? Io dico che sta tramando qualcosa, il che rende la giornata di oggi uguale a tutte le altre. Invece lì c'è Erbaluce che non deve nemmeno faticare come noi visto che tutto il peso dello zaino lo sta portando il suo futuro e barbuto marito che ha deciso di seguirla... ah! a tal proposito, devo ricordarmi di chiedergli chi preparerà il rinfresco…”

Cronk interruppe il suo monologo giusto per inumidirsi la bocca con la sua preziosa fiaschetta da viaggio, per poi continuare: “ed in mezzo a noi, insieme a Gael e Shaela, ci sono i Sacerdoti, certo saranno tutti un po’ malconci e provati ma ti assicuro che siamo in una posizione ottimale... almeno visto gli ultimi eventi!”. Ridendo di gusto continuò: “..e poi se Ananta si è allontanato vuol dire che il posto è sicuro... lo conosco da più tempo della maggior parte di voi, e vi garantisco che quello ha il dono innato di rimanere fuori dai guai in prima persona… Mio caro Kuz, fidati, arriveremo alla taverna in un attimo e davanti ad una freschissima birra ci rideremo sopra tutti insieme!!”

La Marcia continuò, nessuno aveva veramente voglia di ridere alle parole del Taverniere, ma alla fine qualcuno lo fece..

 

INCUBI
Ananta si riprese alcune ore dopo. Fu sorpreso di ritrovarsi trasportato su una branda improvvisata, e apparve più lucido che non nelle ore precedenti al collasso. Scese immediatamente dal trasporto di fortuna, e riprese il cammino con le sue forze. Disse di non ricordare nulla di preciso dei momenti prima dello svenimento, e sembrò sincero, sebbene per il resto della giornata continuò a rimanere in silenzio, il volto dalla pelle nera contratto in una smorfia di profonda preoccupazione…

Durante il pomeriggio la compagnia forzò la marcia, cercando di recuperare il tempo perduto per le varie disavventure. Gael si alternava a Plik per controllare che nessuno rimanesse indietro o si smarrisse nella nebbia, e ognuno fece del proprio meglio per tenere il passo. Erbaluce non era preoccupata, almeno non più del solito. Negli ultimi giorni non riusciva a non vedere le cose in maniera positiva e a suo modo cercava di fare altrettanto pure lì. Il ricordo di Thorion certamente aveva lasciato un segno nella ragazza, specialmente quanto era avvenuto in conclusione della loro esperienza al Sanatorio..

Lei aveva parlato a lungo con Curwen, il direttore del manicomio, prima che lui.. mutasse.. un discorso ancora aperto e complesso.. nella notte in cui si scoprivano segreti antichi nella città, quando la città dormiva, creature folli avevano invaso il sanatorio.. non era un segreto.. ma nonostante l’oscurità di questi avvenimenti, lei appariva tranquilla. Mentre il suo Nano montava il riparo per la notte decise di raggiungere Ananta per discutere con lui di alcuni di questi fatti.. forse l’Oscuro, un sacerdote, poteva saperne di più a riguardo.. cercò nel campo improvvisato che tutti stavano allestendo, senza però riuscire a trovarlo. Si imbattè invece in Gulim, che si era addormentato contro una roccia, a pochi passi da dove Erekose e Halder stavano sistemando una tenda.. il guerriero, sacerdote e, negli ultimi tempi anche cuoco di una certa fama, mugugnava nel sonno, come in preda a sogni inquieti.. preoccupata per Ananta, Erbaluce lo svegliò.. quando Gulim seppe che la donna non riusciva a trovare l’oscuro, balzò in piedi, riprendendosi da quella fase di sconcerto che segue a un risveglio inatteso.. Fu allora che, allarmati, i due avvisarono il resto della compagnia…

La ricerca durò per alcune ore e in molti cercarono fino al calar del buio nella fitta nebbia, ma nessuno trovò nulla se non delle tracce che si perdevano improvvisamente nel sottobosco, come se chi le avesse lasciate fosse scomparso nel nulla... ovunque fosse andato non aveva senso continuare a cercare in queste condizioni..

Ananta Nagaraja era scomparso...

 

SILENZI
A metà del mattino seguente i problemi della notte sembravano ormai alle spalle, anche se la stanchezza si faceva sentire e i dubbi su cosa fosse successo esattamente permanevano tra il gruppo di avventurieri. Ananta camminava in silenzio avvolto nel suo mantello, alzando di tanto in tanto lo sguardo da terra.. i più attenti notarono che a volte muoveva le labbra, come a pronunciare qualcosa tra sé e sé. Le sue gambe avevano ceduto per due volte durante la giornata, e nonostante gli altri corvi fossero tutto sommato in forze, era evidente che egli soffriva maggiormente per quanto avvenuto la notte precedente. Le ferite, in tutti loro, avevano lasciato cicatrici, ad eccezione di quella sul collo, che ancora sanguinava e faticava a rimarginarsi.

Nuovamente quegli inquietanti strascichii e scalpiccii potevano essere uditi più avanti, nella nebbia… Forseti, che guidava il gruppo insieme a Plick e Halder, si fermò improvvisamente, chinandosi su qualcosa e giocando con alcuni legnetti e sassi.

“Riconosco il luogo” disse “siamo passati di qui con i cacciatori, la notte in cui ci condussero a nord, sulle montagne, a incontrare”.. poi smise di parlare, e alcuni notarono che ebbe uno scossone, un brivido forse.. i suoi occhi mostravano come stesse pensando ad altro in quel momento, qualcosa di decisamente negativo. Accortasi del fatto che tutti la stavano fissando per avere maggiori informazioni sul punto in cui si trovassero, riprese, in parte infastidita da tutti quegli sguardi fissi su di lei “..non importa, concluse. Siamo a soli 2 giorni di marcia. Se ci affrettiamo potremmo raggiungere la Taverna e i compagni rimasti ad aspettarci entro domani al calar della sera”

Proseguirono tutti in silenzio, con rinnovato vigore dopo la notizia di aver recuperato il sentiero nella nebbia. Aramis controllava meticolosamente le sue razioni di cibo, e sembrava sollevato dal fatto di aver pensato a tutto per il viaggio. Erekose fissava la nebbia dietro di loro ad ogni rumore, decisamente teso e con la spada sempre fuori dal fodero. Il fabbro Mul di Thorion, che viaggiava con il gruppo verso la taverna dopo il suo folgorante incontro con Erbaluce, ruppe il silenzio:

“I boschi di Balak Duin sono cambiati. Un tempo le ferite inferte alla foresta dal mio popolo si rimarginavano in fretta, e i druidi proteggevano queste terre attivamente. La nebbia aveva un corso normale.. aaaah, anche il legname non è più quello che utilizzavano i miei padri per forgiare armi.” Erbaluce, che camminava al suo fianco, gli sorrise... “ma questi rumori – continuò il fabbro – non sono comuni e non premettono nulla di buono. Quando ne avrò occasione informerò Lord Gorto di quanto abbiamo udito in questi giorni. Provate ad ascoltare: dovrebbero udirsi i canti degli uccelli e il vento tra gli alberi.. e invece.. talvolta suoni inquietanti, o, come ora, silenzio assoluto…” poi borbottò qualcosa di incomprensibile e probabilmente intraducibile, che chiudeva con un “non mi piace…”

Tutti ascoltarono per alcuni minuti, dando retta al mezzo nano. In effetti non si udiva nulla in quel luogo avvolto dalle nebbie. Un assoluto e inquietante silenzio. Fu allora che Ananta si accasciò nuovamente, continuando a fissare con gli occhi sgranati un punto nella nebbia...

“Mi chiama!” esclamò con voce sofferente “Mi chiama per nome... lo sento... …con voce possente mi chiama!”

Alcuni guardarono nella direzione in cui l’oscuro stava guardando poco prima, ma non c’era nulla se non il solito muro di nebbia. “Chi ti chiama Ananta? Di cosa stai parlando, non si sente nulla” disse Gulim, che dalla sera prima seguiva la situazione con preoccupazione crescente e a cui, come ad altri, non era piaciuto per nulla il modo in cui erano stati feriti i corvi. Ma Ananta non rispose, perché con un rantolo si accasciò a terra e svenne..

 

IL TEMPIO DI RAUMENOX
Silent stava curando le ferite di Ananta, in silenzio. L'oscuro non parlava e fissava il vuoto, ma i due si lanciavano sguardi preoccupati di tanto in tanto, mentre lei fasciava il petto e la schiena del sacerdote. Silent stessa era ferita, ma l'abitudine, unita ad una reale necessità, la portavano a occuparsi prima degli altri compagni feriti. Shaela le si avvicinò, in apprensione per quanto accaduto e sperando di potersi rendere utile in quella strana circostanza. Da quando seguiva la Taverna, con le sue stranezze e i suoi variopinti abitanti giunti da molti mondi, si stava abituando a situazioni pericolose e, talvolta, incredibili.

Silent parlò con voce rotta, la ferita alla gola le impediva di parlare normalmente. "Dov'è Laars, quando serve?" si lamentò tra sè e sè. Shaela capì che in realtà lei sapeva perchè il marito della guaritrice non fosse con loro, e colse l'occasione per saperne di più su Laars. "E' dalla sera dei festeggiamenti a Thorion che non vedo tuo marito" esordì "e non l'ho visto da quando abbiamo lasciato la città. Dov'è?"

Silent si portò una mano alla gola, come se una fitta improvvisa l'avesse colpita. Nonostante questo, rispose alla donna, dapprima solo con un sospiro di rassegnazione. "E' rimasto a Thorion, infatti. Il consiglio ha accordato che visitasse l'Antico Tempio di Raumenox, sotto la montagna, in attesa della delibera sulla questione delle biblioteche naniche, portata avanti da Ananta di fronte al consiglio. Quindi, ha deciso di fermarsi in città per qualche giorno. Ci raggiungerà alla taverna.. a questo punto spero il prima possibile".

"Capisco" rispose Shaela "speriamo che la sua visita a quel tempio sia utile alla nostra... causa?" la donna si fermò un momento "in generale, alla nostra sopravvivenza direi..."

Ananta la fissò.. normalmente non avrebbe perso occasione per una qualche battuta su un Dio della Verità e della Giustizia, quale che fosse il suo nome.. ma questa volta tacque, si portò una mano alla gola, e tornò a guardare un punto imprecisato nella nebbia..

 

IL RISVEGLIO
Halder e Gael avevano svegliato tutti nel cuore della notte, e fu chiaro ben presto che tutti i Nocturno Corax avevano subito ferite.. una volta rinvenuti mostrarono di essere in sé e comunque in grado di proseguire la marcia. Gli ultimi turni di guardia vennero organizzati da chi se la sentiva, mentre Silent e chiunque potesse darle una mano controllavano le ferite.. Ananta tra tutti era quello più taciturno.. Gulim osservava la scena in silenzio, sulle sue, con le spalle al sicuro contro ad una grossa e contorta quercia. Poco distante Plick spiegava ad Erbaluce cosa avevano scoperto:

“Ananta, Osab, Silent e Klaus sono stati trovati feriti, ognuno con tre ferite, una sulla schiena, una sul petto, e un taglio sulla gola, non abbastanza profondo da ucciderli per fortuna.. niente di troppo grave, ma pare che quello sulla gola fatichi a rimarginarsi, anche con mezzi magici” “Siamo sicuri che nessuno si sia avvicinato a loro mentre dormivano?” chiese la donna, con aria preoccupata. “No, nessuno si è avvicinato, dormo sempre con un occhio aperto amica mia, e anche Forseti non ha trovato tracce" rispose il ferale "Certo, la presenza di Savash mi renderebbe più tranquillo, ma a quanto pare aveva bisogno di riflettere su alcune cose ed ha lasciato la città tre giorni prima di noi, durante la notte del nostro arrivo. Ma conto che saprà ritrovarci." si fermò, pensieroso, guardandosi attorno..

Solo nebbia..

"Spero solo non abbia fatto brutti incontri" continuò "questa foresta non ha nulla di buono, e quanto è appena accaduto ne è la conferma, come se servisse una conferma. In ogni modo aspettiamo ancora un’ora, a quel punto sarà l’alba e ci metteremo subito in marcia. Prima raggiungiamo la taverna, prima ne sapremo di più su quel che è successo ai Corvi e…”

Gulim lo interruppe.. ”Credo che Ananta vada tenuto a vista...” disse, alzandosi. Poi si allontanò senza far più caso ai due.

 

TURNI DI GUARDIA
Mancavano ancora alcuni giorni di cammino per giungere alla taverna ed ancora una volta il sole stava già scendendo tra i denti minacciosi delle montagne di Takshimi, lasciando il posto alla stanchezza della lunga marcia e al freddo buio della notte, tanto amato dai seguaci di Corvus quanto odiato da altri. Questa volta però non era stato l’arrivo dell’oscurità a fermare la marcia quanto l’insormontabile e impenetrabile muro di nebbia che si frapponeva tra le terre coltivate della grande città di pietra e i boschi di Balak Duin. Gli avventurieri della taverna si accamparono in silenzio in una radura celata, poco distante dal sentiero tracciato, sempre in ascolto di quei continui e strani rumori che si percepivano dal folto e minaccioso bosco, numerosi passi striscianti al primo ascolto, corse forsennate tra il fogliame poco dopo… I turni di guardia si rivelarono un'utile occupazione, in grado di tenere la mente occupata e lontana dal senso di inquietudine e dagli incubi che gravavano già da ore, o forse giorni, sulla silente comitiva.

Halder era sveglio e vigile già da qualche ora, si muoveva con piede sicuro tra i numerosi giacigli dei compagni addormentati, stretto nel suo mantello più caldo in grado di ripararlo dalla brezza ghiacciata di quel freddo regno del nord, insieme a Gael, suo compagno di turno a cui rivolgeva ogni tanto un cenno. Il fuoco iniziava a scemare e fu mentre cercava un ciocco di legno per ravvivare la fiamma che un lamento sottile lo allarmò.

“Maledetto Klaus! Smettila di rigirarti.. per poco non mi fai venire un colpo! Gael vieni qui dai! Beviamoci un goccetto per riscaldarci un po’ e facciamoci due chiacchere tanto per stare svegli. Mettiamoci qui, vicino ai Corvi, non credo ci sia da preoccuparsi di svegliarli.. questi qui non sentono nulla, russano e fanno versi nel sonno”. Ridendo si mosse rudemente per scansare con la mano il seguace di Corvus, sicuro che tanto non lo avrebbe svegliato neanche un branco di lupi affamati...

“Ma che diavolo... che fa, sbava?! Gael, guarda qui mi ha bagnato la mano!”. “Halder, non è bava ..aspetta un attimo e sta fermo... questo è sangue!” disse Gael guardando la mano del compagno alla luce del fuoco. Senza neanche pensarci due volte Halder provò a svegliarlo invano. “Gael sveglia Silent e dille di venire qui subito, Klaus è svenuto e ferito e non riesco a fermare il sangue!”.

Ci vollero pochi secondi poiché il giaciglio di Silent era vicino a quello di tutti gli altri Corvi. “Sveglia Silent, Klaus sta male! Abbiamo bisogno di te!” … “Silent svegliati maledizione!”... Gael si fermò improvvisamente, colto da un brivido improvviso che lo portò a guardare con occhi sbarrati anche gli altri Corvi.. Ananta e Osab.. “Halder sveglia tutti immediatamente... c'è sangue ovunque... i Corvi... i Corvi sono feriti!”

 

FESTEGGIAMENTI
I corvi posati sui bastioni di pietra si alzarono in volo improvvisamente, quando il clangore delle pesanti porte di metallo della città di Thorion che si schiudevano ruppe il silenzio del mattino… la colonna si mise in marcia, in silenzio, nuovamente diretti verso quella che, negli ultimi anni, era stata la loro casa…

Nei giorni trascorsi nella grande Città dei Nani, molto è accaduto: dopo un’iniziale fredda accoglienza, i seguaci del Dio Corvus, aiutati dai compagni di viaggio, hanno svelato l’antico mistero celato nella stele dei Re, ripristinando la linea di sangue reale dei Nani e portando i politici del consiglio al riconoscimento dell’erede al trono legittimo della città. Il consiglio cittadino ha riconosciuto gli Eroi come amici e alleati, chiudendo le porte ai seguaci di Azul Khan Drades e agli eserciti del Generale Curium, Gran Maestro dell'Inquisizione.

Gli eventi hanno preso pieghe talvolta inaspettate e decisamente inquietanti, ma alla fine, come si usa dire, è il risultato che conta... soprattutto per gli avventurieri della Taverna.. e di molti avvenimenti è meglio non fare nemmeno cenno, ci sono cose che aleggiano nell'aria e si leggono senza sforzo sui volti di coloro con cui hai condiviso la fame e i tormenti della battaglia.. Nella notte appena trascorsa, l’ultima notte nella città di Thorion, la birra è scesa a fiumi per celebrare i festeggiamenti nelle locande cittadine; nessuno dei nobili si è mostrato quella sera, fatta eccezione per Philippe Duvall. L’incantatore ha scambiato due chiacchiere con molti dei presenti, e ha reso onore alla serata offrendo da bere copiosamente, e bevendo lui stesso.. Si sono salutati nuovi amici, si è cantato con i nani e brindato con i minatori e come sempre i compagni di avventure si sono sorretti l'uno con l'altro.. in fondo tutti hanno bisogno di riposo prima o poi, di fermarsi qualche giorno...

L'alba non tarda ad arrivare, e posati i vestiti eleganti si torna a vestire i panni di sempre, si controllano le cinghie e le fibbie degli zaini… come un compagno fedele l'istinto ci dà segno di essere tornato al nostro fianco forzandoci a quel gesto, ormai involontario, di cercare l'elsa al proprio fianco...

Nel grande viale scolpito nella roccia che conduce alle immense porte di pietra della città dei nani la spedizione venne salutata formalmente dalla Regina Inga Thoriumdur e dal consiglio dei nobili riunitosi per il saluto. Una scorta armata di nani e mul, con tutti i paramenti indosso e le sontuose insegne reali innalzate, li accompagnò fino agli enormi portoni che si stavano lentamente aprendo fino a mostrare la strada maestra, prima, e poi il sentiero che stretto scendeva verso i boschi di Balak Duin… e là, in lontananza, avvolta nella nebbia spettrale, la fitta foresta ricordò cupamente a tutti che era ora di rimettersi in cammino...

 

 

EVENTO LIVE GIUGNO 2016 "LA CITTA' DI FERRO" - LE VOCI SEGUENTI SONO PRECEDENTI AL RADUNO INDICATO MA MANTENGONO INALTERATA LA PROPRIA VALIDITA' PER I RADUNI SUCCESSIVI.

 

I CANCELLI DI THORION (voce ambientata cronologicamente nel pomeriggio/sera del giorno dell'IN-GIOCO)
Due giorni e mezzo dopo, in seguito a una lunga marcia tra umide nebbie e boschi di sempreverdi, la nebbia iniziò a diradarsi, almeno in parte, lasciando intravedere un sentiero. Il sentiero era battuto, probabilmente dai taglialegna che compivano il tragitto tra la città e la foresta di Balak Duin, almeno così si poteva intuire dai solchi lasciati da pesanti carri sul fango della strada sterrata. Le due guide rassicurarrono i viaggiatori: Entro sera avrebbero raggiunto un luogo caldo e asciutto, e ricevuto ristoro e alloggi consoni.

Ma mentre in lontananza l'immenso e massiccio muro di dura roccia si palesava come meta del loro cammino, non furono pochi a pensare che questa era la prima volta in cui si allontanavano così tanto dalla taverna, e per chissà quanto tempo. Se fosse stata una trappola, i giorni seguenti l'avrebbero reso palese. Non si sarebbero fatti cogliere alla sprovvista, però. Tuttavia era innegabile che quelle mura segnassero un confine invalicabile per gli eserciti di questo mondo, ma era necessario anche che, ad ogni costo, non si trasformassero nelle mura di una prigione per gli Eroi della taverna. Codely aveva mantenuto, almeno apparentemente, la sua parola. L'accesso alla città di Thorion, lontani dagli eserciti di Azul. Un momento di pace? Oppure il preludio a una guerra? Un'oasi di tranquillità, o uno strano e inquietante inferno politico, come si era rivelata la città di Andreia? Avrebbero trovato alleati o nemici entro queste mura? L'unica cosa certa era che la Taverna era distante, e ogni mezzo di fuga possibile dalla città, in caso le cose si fossero messe male, si basava sull'uso dell'intelligenza, e, soprattutto, delle gambe..

Turbati da pensieri simili varcarono le splendide porte della città di Thorion. I Nani avevano lavorato quelle sculture in tempi dimenticati, e oggi la città era un misto, esteticamente affascinante, di livelli sotterranei e di superficie. Vi erano, per le strade dei quartieri poveri, Nani, Mul - creature mistosangue nati dall'unione tra nani e Umani, e moltissimi umani, più del previsto. A quanto pareva i nani vivevano nella montagna o sotto i livelli superiori della città. I presenti alzarono i cappucci per evitare gli sguardi più indiscreti e seguirono le guide fino a un enorme portone di pietra lavorata, che conduceva a un quartiere superiore della città, fortificato e chiuso. Una decina di guardie all'ingresso parlarono con le guide, aprirono le grandi porte, e le richiusero alle spalle del gruppo, una volta entrato..

Erano giunti in un quartiere antico, non molto affollato. Da lì, seguirono la via per l'Antico Ospedale, il Sanatorio di Thorion...

 

L'INCONTRO
Quando i due uomini incappucciati e armati uscirono dalla nebbia nella taverna suonò un allarme. I presenti si riversarono all'esterno, in maniera minacciosa, e i nuovi venuti alzarono le braccia in segno di pace.

"Giungiamo dalla Città Libera di Thorion, e veniamo in pace. Siamo qui per un compito importante, quindi vi preghiamo di abbassare le armi e di lasciarci parlare"

"Come ci avete trovati? Chi vi manda?" Urlarono alcuni tra gli Eroi radunati all'esterno della Taverna.

Il più alto rispose "Abbiamo visto questa.. ..cosa.. ..questo.." l'uomo indicò la Taverna "..edificio.. ..nei cieli di Thorion, alcuni giorni fa. Siamo stati inviati dai seguaci di Padre Codely di Raumenox per scortarvi alla Città di Thorion, tra queste innaturali nebbie. Sul trovarvi.. fortuna ed esperienza insieme, ma ammetto che siamo stati attratti da una luce alcuni giorni fa e non ci siamo dati per vinti per diverso tempo. La città dista due giorni di cammino o poco più. Siamo qui per farvi da scorta."

"Padre Codely? il vecchio eremita del Lago a Sud - sempre che siamo ancora nel Nord?" chiese Aramis con tono indagatore. Erbaluce fece un cenno di assenso con la testa, come se stesse pensando alla stessa persona, poi squadrò i due nuovi venuti

"Si, esattamente. Non sappiamo cosa vi leghi, ne è nostra intenzione fare domande che vadano oltre la missione che ci è stata affidata. Sappiate solo che raggiungere la città non è semplice da qui, senza una guida."

"E diteci, una volta in città dove alloggeremo? Dovremo portarci i viveri? E poi, dovremmo fidarci, semplicemente? Chi ci dice che non siate Inquisitori della Chiesa di Azul sotto mentite spoglie?" chiese Kuz Brennan

"In realtà, data la peculiare situazione cittadina attuale in termini politici, con il Consiglio che deve riunirsi e tutto il resto, la chiesa di Raumenox ha ottenuto per voi una sistemazione più che ottimale, e a quanto pare alcuni figuri non bene identificati hanno già provveduto a consegnare viveri e vettovaglie per la vostra permanenza in città. Quanto dico è avvenuto il giorno della nostra partenza. Pare che il Dottore che gestisce il Vecchio Sanatorio in città abbia accettato di mettere a disposizione le stanze libere e le cucine della sua struttura per accogliervi. E' una sistemazione non schierata politicamente, dato che le altre strutture cittadine ricettive erano tutte di proprietà di membri del consiglio, nani o umani o Mul che fossero.. Non sappiamo altro però. Spero che basti a convincervi, e si.. temo che dovrete crederci sulla parola. Saremmo dei pazzi altrimenti, a venire qui in due, non credete?"

I membri della Taverna discussero per un pò quella sera, mentre i nuovi arrivati bevevano qualcosa e riposavano i piedi dalla lunga marcia nei boschi.

Alla fine, si decise di seguirli. Non tutti però sarebbero partiti. Alcuni sarebbero rimasti di guardia alla Taverna nei boschi, e avrebbero atteso il ritorno dei compagni. Se era una trappola, almeno, non avrebbe coinvolto tutti. E così, il mattino successivo, il gruppo guidato dai due ranger si mise in marcia nella nebbia...

NOTA DEI MASTER: coloro che NON SARANNO PRESENTI (completamente) A QUESTO LIVE sono rimasti, da BACKGROUND, alla taverna nei boschi. Non sarà possibile comunicare con loro durante il raduno. Tutti coloro che parteciperanno ad almeno una delle due giornate di gioco hanno invece seguito i due ranger alla città di Thorion. Esclusi, ovviamente, coloro che se ne sono andati con i cacciatori nella voce LA CACCIA ETERNA - poco più in basso di questa scritta. Grazie per l'attenzione.

 

BAGLIORI NELL'OSCURITA'
Quella sera il buio era calato presto, prima del solito.. i motivi potevano essere diversi, ma molti sospettavano che avesse qualcosa a che fare con quella strana nebbia che inglobava ogni cosa ad eccezione della Taverna.

"Di Evan ancora nessuna traccia?" chiese Gulim a Hen di Melnibolnè, che era appena rientrato da un sopralluogo nei dintorni insieme a Erekose, Gael, Shaila, Silent, Osab e Klaus. "Nulla.. anche quei cacciatori sembrano aver coperto le loro tracce in qualche modo, non vi è alcun segno del loro passaggio" rispose il guerriero. "E, se posso dire la mia, la partenza di Plik non è un buon segno. Quel ferale è un pazzo, ma è un ottimo guerriero. Se dovessero esserci problemi rimpiangeremo la sua partenza."

"Che cos'è quella luce? Avete visto anche voi?" disse improvvisamente Shaila. Gli altri fecero spallucce, ma poi diedero retta alla donna e si concentrarono sulla nebbia intrisa di oscurità che avvolgeva la foresta intorno alla taverna.

Poco a poco, infatti, iniziarono a udire o vedere qualcosa. Vi era un rumore scoppiettante in lontananza, come di.. fuoco... e un bagliore fluttuante che sembrava emergere tra la nebbia, a tratti.

"Spero che non sia un incendio..." disse Osab. "L'incendio in effetti manca alla lista degli inconvenienti, ma come dannazione può scoppiare un incendio con questa umidità? sembra un rettilaio questo posto.."

"A meno che non sia doloso" li interruppe Silent "in questo caso faremmo meglio ad avvertire gli altri e a prepararci, non sappiamo cosa può attendere lì fuori, nè chi o che cosa abbia preso Evan, ammesso che non si sia dileguato di sua spontanea volontà"

In effetti alcuni alberi sembravano incendiati.. la luce oltrepassava la nebbia debolmente.. Poi, d'improvviso, gli alberi smisero di bruciare, e il bagliore giallastro si spostò rapidamente tra la nebbia..

Fu Klaus questa volta a parlare "No, Silent, non credo sia il caso di avvertire nessuno.. credo di capire CHI sia tra quelle piante.. ascoltate con attenzione..."

I presenti smisero di parlare e si concentrarono, in silenzio..

e fu allora che udirono qualcosa che, in un turbinio di pensieri discordanti, gli fece comunque salire un leggero brivido lungo la schiena..

in lontananza, infatti, tra le nebbie distanti si poteva udire talvolta un suono inconfondibile..

Un motto, o un verso, o un vizio. Qualunque cosa fosse, ne era chiara l'origine:

"Vuallaaaaaaa"

....

 

LA CACCIA ETERNA
Per ore avevano cercato Evan nelle immediate vicinanze, senza successo. Era sparito, come inghiottito dalla nebbia. Oppure, pensavano alcuni, aveva colto l'occasione per svignarsela per qualche motivo.. Ma, considerando tutti i problemi che assillavano la taverna, nessuno avrebbe preso troppo alla leggera la cosa. Evan, dopotutto, è un'ottima lama, quando le cose si mettono male...

Forseti, Savash, Plik, Ulriche e Biama erano partiti per un'esplorazione dell'area circostante, in gruppo, per evitare sorprese. Li avevano visti allontanarsi, e per alcune ore non fecero ritorno. Poi, d'improvviso, riemersero dalla nebbia, ma non erano soli. Con loro vi erano almeno 20 individui, vestiti di pelli e pellicce. Una di loro, forse la loro guida, era Mir, la cacciatrice, già nota ad alcuni degli avventori della taverna. Fu lei a parlare, mentre il gruppo partito poche ore prima era allineato agli altri venti, uomini e donne, sul limitare della nebbia. Gli eroi della taverna erano radunati di fronte alle porte della sala comune, nel giardino della taverna. Tutti udirono quanto Mir aveva da dire, e non tutti ne furono contenti.

"Siamo qui per un motivo preciso. Non conosco le buone maniere, quindi non soffermatevi sul mio modo di esprimere le cose. I fedeli del dio Orkanth, signore dei Venti di Tempesta, ci hanno indicato la via per trovarvi. I nostri segugi possono essere infallibili in questo. Avete invaso il dominio di Orkanth per mesi, ed l'Arcidruido dell'Aria è nostro alleato. I vostri nemici non hanno questa fortuna, ed egli non rivelerà la vostra posizione ai servi dell'Ordine. Questo non significa che chi vi odia non possa trovare altri mezzi. Ma non è il nostro caso, noi non proviamo inimicizia per voi, anzi. Credetemi.. Noi siamo qui giunti per convocare alcuni di coloro che vi seguono ad un compito Sacro. Ne abbiamo già parlato, e costoro ci seguiranno. Non provate a fermarci, o morirete. Non provate a seguirci, o perderete la via in queste nebbie. Detto questo, sappiate che desideriamo la pace tra noi, e il motivo di questa separazione tra voi e i vostri compagni è importante. Lo è per noi, e lo sarà, probabilmente, per tutti voi. Ulrike..." interrompendo il suo monologo la cacciatrice fece cenno alla donna di avvicinarsi. "Chiedo a te e a Biama, il tuo Segugio, di rimanere alla taverna." dopodichè appoggiò le labbra vicino alle sue orecchie e sussurrò qualcosa, che nessuno riuscì a udire con chiarezza.

"D'accordo, rispose Ulrike. Puoi contare su di me e su Biama, Myr. Che il Fato vi sia favorevole in questo viaggio."

Alcuni cercarono di porre domande alla cacciatrice, ma Myr le evitò con delle smorfie e zittì i presenti con un'affermazione tempestiva. "Credetemi, non vorremmo si fosse giunti a questo, ma quello che facciamo qui oggi è della massima importanza" fece un fischio con le dita alla bocca, e i suoi uomini, insieme a Plik, Forseti e Savash, lasciarono la taverna scomparendo nella nebbia.. "spero che questo non sia un Addio, ma se non dovessimo più incontrarci sappiate che stimo ciò che siete."

Così dicendo, tutti loro sparirono nella nebbia...

 

 

NEBBIE
Durante il giorno successivo, d'improvviso e con un enorme scossa, la struttura si inclinò in avanti... coloro che erano in quel momento nella sala comune si trovarono a rotolare sul pavimento, alcuni furono scaraventati contro i muri perimetrali della stanza, seguiti da tavoli, sedie, boccali e armi.. Voci e grida provenivano dai piani superiori e dalle scale, rumori di vetri infranti e di mobili crollati al suolo facevano da contorno al timore crescente.. perchè questa volta l'inclinazione non si riassestò. Fu non solo più violenta, ma anche permanente, e mentre i presenti nella sala comune si mettevano in equilibrio, un sibilo nasceva dall'aria che entrava con forza e attrito dalle finestre spalancate, segno inequivocabile di una costante accelerazione.. Non si sa di preciso da chi nacque l'idea, ma forse qualcuno, memore del procedimento cui Kersus sottoponeva solitamente la taverna per i suoi spostamenti, gridò per primo nel marasma generale di chiudere porte e finestre..

La voce si sparse, e a fatica i presenti chiusero ogni accesso alla taverna in pochi minuti.. Furono Laxius e Klaus, con uno sforzo congiunto, a chiudere la porta principale, l'ultimo accesso rimasto spalancato.. dopodichè crollarono spossati a terra contro la porta stessa, e si appoggiarono con la schiena per tenerla chiusa, come se potesse spalancarsi di nuovo da un momento all'altro..

Non appena la porta fu sigillata, forse per una coincidenza, forse per magia, la taverna si raddrizzò lentamente, lasciando tutti col fiato corto, mentre Cronk fissava il disastro intorno a sè inginocchiato tra i cocci in mezzo alla stanza comune e imprecava contro ogni divinità passata, presente e futura..

Fu solo l'arrivo del resto degli avventori a far smettere di imprecare il giovane Oste.. "Presto, aprite le finestre e qualcuno vada a controllare a che altezza siamo e si porti una mappa, non dobbiamo perdere questa opportunità di recuperare l'orientamento", disse Ananta, mentre Osab liberava una delle finestre da un tavolo inclinato..

"Vado io", rispose Evan, alzandosi il cappuccio sulla testa, ticchettando con la mano su una mappa rrotolata lungo la cintola, e aprendo una finestra quel tanto che bastava per passare all'esterno, nel giardino della taverna.. pochi istanti dopo i presenti udirono la sua voce dal giardino esterno "Dannazione c'è una nebbia pazzesca qua fuori.. non si vede a un metro"... e poi più in distanza, di nuovo "Cerco di raggiungere il bordo".. i presenti, guardando all'esterno, in effetti, non erano in grado di vedere nulla..

"Questa nebbia ha qualcosa di oscuro, si, qualcosa di innaturale.." Era la voce lenta di Ashnaar, il guerriero dal volto coperto di rune e dagli occhi bianchi che era rimasto chiuso nelle sue stanze dai giorni della trappola ordita dai seguaci del culto di Azul Khan Drades, fino a quel preciso momento.

"Ananta!" la voce di Evan proveniva da lontano, dalla nebbia all'esterno di fronte a loro.. "Sembra proprio che siamo atterrati, in qualche modo.. qui c'è una foresta o comunque alberi che prima non c'erano!"

"Presto, aprite le porte, e tenete pronte le armi!" propruppe il nobile Oscuro, non sappiamo cosa possa aspettarci là fuori.. "E tu, Evan torna indietro, questa nebbia non promette nulla di buono, pare!" gridò

Ma non giunse alcuna risposta..

"Evaaan!??" gridò di nuovo..

Altri presenti uscirono, lentamente e armati, ma non si allontanarono dal muro della taverna.. alcuni, tra cui Aleera e Cronk , chiamarono ancora e ancora il nome del compagno d'armi..

Ma intorno a loro vi era solo silenzio..

 

 

SPERANZE INFRANTE
Per un tempo che era sembrato infinito la taverna aveva oscillato la scorsa notte.. salendo verso l'alto aveva virato in continuazione. E i presenti al tavolo lo sapevano bene.. non avevano idea della direzione esatta presa dalla taverna rispetto alla città, alla montagna, o a qualsivoglia punto di riferimento. Questo significava che non avevano idea di quale fosse la loro posizione nè la loro destinazione. I fedeli di corvus erano radunati ad un tavolo quella sera, nella taverna regnava il silenzio. Allo stesso tavolo sedevano, ai lati opposti, Ernst e Aleera Valorian.

Osab parlò per primo: "Di nuovo alla deriva.. finirà mai questo tormento?" "C'è un motivo se siamo riuniti qui a parte la preghiera che seguirà" rispose Ananta, dall'angolo, il cappuccio alzato sui capelli argentei. "Volevo avere aggiornamenti, anche se so che non ve ne saranno, sulla situazione dei nostri esploratori.. Aleera?"

La nobildonna fece un sospiro.. "Nonostante gli sforzi di questi ultimi anni qui su Kurunis, sono praticamente senza speranze per quanto riguarda le informazioni su Thorion e i nostri agganci con spie ed esploratori" così dicendo si aggiustò il colletto merlato della camicia nera "siamo immersi nella nebbia, non abbiamo idea di dove siamo.. l'unica speranza è che qualche alleato ci abbia visti per quei pochi minuti sopra Thorion o che si sia sparsa la voce.." Silent alzò gli occhi cerso la tavola e intervenì "Sempre che non ci abbiano visti gli inquisitori.. se non ho capito male la città non è nelle mani di Azul, ma dubito che non vi siano spie e nemici del culto e della Taverna in città"

Ernst si alzò dalla tavola, e girò intorno ai presenti, che no gli fecero caso più di tanto

"Se anche fosse" continuò Aleera "Il problema è che ci siamo allontanati dalla città, e nessuno, nemmeno i ferali che ci accompagnano o gli esploratori più esperti tra i presenti hanno idea della direzione.. temo che se e quando atterreremo saremo soli, e che le informazioni che aspettavamo non giungeranno.. non questa volta.. dovremo cavarcela con i nostri mezzi, come accade sempre più di frequente purtroppo. Mi spiace Ananta. Questa volta non avremo informazioni utili.."

Ernst fece una breve risata sarcastica.. "Per questo vi ho venduto a peso d'oro tutto quello che sapevo.. ahahah" dopodichè lasciò i corvi, seguito da Aleera che si congedò poco dopo.

I seguaci del Dio dei Misteri si ritirarono a pregare.. e quella notte si udirono soltanto i loro canti nella Taverna alla Fine dei Mondi...

 

LA CASA DI FERRO
"I calcoli di Kuz erano giusti!" esclamò Plik "...la nebbia si sta diradando e sembra proprio che stiamo per arrivare a destinazione". Forseti e Savash erano nelle vicinanze del precipizio, lei coricata vicino al bordo, lui in piedi, la mano innaturale agganciata con forza ad una roccia che spuntava dal terreno. A poche decine di metri, altri gruppi di avventori erano sparsi lungo il margine del lembo di terra che forniva una base alla struttura della taverna in volo. Tutti guardavano la nebbia sottostante.. Ulrike, Cronk, Aleera, Gael, Erbaluce, Halder, Erekose, Kuz, e tutti gli altri Eroi erano letteralmente immobilizzati nell'attesa. Perfino Evan sembrava inquieto, sebbene non si avvicinasse troppo al precipizio, o almeno non quando era circondato dai compagni.. Solo Ernst era distante, appoggiato con la schiena allo stipite della porta della sala comune, assorto nei suoi pensieri. Nonostante la maschera non peremettesse di vederlo in volto, molti avrebbero detto in seguito che paresse preoccupato.. "Per la volta degli spiriti!" esclamò Forseti "...è... è splendida..." e indicò con il dito un punto nel cielo sottostante..

La nebbia si scostò di colpo, mentre la taverna scendeva lentamente dalla sommità della volta celeste, nella notte oscura del freddo nord di Kurunis. E Thorion, la Città di Pietra, la Casa di Ferro, Thorion l'Inespugnabile apparve sotto di loro, in tutta la sua maestosa e massiccia potenza. L'intera città sembrava un dedalo di quartieri scavati nella roccia. Fuochi ornavano le sue mura geometriche e allo stesso tempo contorte, migliaia di fuochi.. Cunicoli di pietra collegavano quartieri a quote differenti, circondati da pareti rocciose e spesso interrotti in modo irregolare dal bruto capriccio della pietra vergine, e questi a loro volta si inerpicavano sul Monte Shorn, inoltrandosi nel cuore della montagna, dove la città sembrava in qualche modo inoltrarsi per svanire alla vista. Tra le strade ancora distanti si potevano scorgere gallerie e volte di collegamento.. e per come era posizionata la nuvola residua, non era chiaro comprendere da quale parte si potesse accedere all'enorme città edificata, nei secoli passati, dai Nani di questo mondo. Era però chiaro a tutti quanto potesse essere complicato, per un'armata, assediare un luogo simile...

Viktor si levò in piedi sulla roccia a cui poco prima era appoggiato Savash, e guardò i presenti, comprendendo che nessuno di loro aveva mai visto la città di Thorion. "Mirate!" esclamò "Il divino dente di Takshmi, Monte Shorn, e la patria dei suoi figli, i Nani e i Mul, mirate la grandiosa Città di Thorion!"

Mentre il soldato disertore dava spettacolo in preda a un qualche istinto araldico prima sopito, un suono profondo e cupo si levò dalla città. Era un corno che risuonava dai bastioni sottostanti, un doppio suono dall'armonia glaciale, triste e cupo, ma suonato con la forza e il fiato di un gigante.

improvvisamente Forseti schizzò all'indietro dalla sua posizione prona sul precipizio, lasciando sfuggire un tremolante acuto simile a un belato che andava a sommarsi a uno strano sibilo.. la pelle di molti dei presenti si increspò, quando riconobbero quel suono sottile a cui, recentemente lo avevano imparato a loro spese, seguitava sempre un suono più violento...

"I Corni Maestosi delle sale scolpite nel Thorium!" continuò Viktor dalla sommità della roccia, "Così i Nani ci danno il Benvenut..."

<<KABLAM!!!!>>

Un enorme frammento di pietra lavorata mista a pece sfrecciò nell'aria dal basso verso l'alto, compiendo una lunga parabola, incrociando la figura di Viktor a metà del tragitto e trascinandolo con sè oltre l'altro lato della taverna, nel buio orizzonte. E nessuno rivide mai più il prode Viktor, nè parte di esso.

"Catapulteee!" urlarono alcuni "al riparo! presto! al riparo!" le grida dei presenti sovrastarono ben presto il secondo sibilo in avvicinamento. Il pavimento tremò mentre un proiettile colpì con un rimbombo fragoroso la parte sottostante del disco di terra che sosteneva la Taverna, facendo cadere a terra molti tra i presenti..

E la taverna stessa assieme al blocco di terra che la reggeva si inclinarono leggermente di lato, facendo, per un istante, temere a tutti il peggio..

Nel frattempo, un secondo suono di corno, più squillante e acuto, proveniva dalla città sottostante..

Qualunque cosa significasse il nuovo segnale, per fortuna, non seguirono altri colpi..

"Dannazione, benvenuto un accidente..." esclamò Gulim, chino e con un grosso tagliere appoggiato sulla testa a mo di scudo dell'ultimo secondo e un boccale spezzato nell'altra mano...

"Stiamo cambiando rotta" disse Ananta, dalla porta della taverna.. i presenti lo fissarono.. la nebbia si stava riaddensando.. "e non mi pare che in questa direzione atterreremo a Thorion.. se mai atterreremo.."

E ancora la taverna scivolava nel buio apparentemente senza meta, questa volta attraversando nuvole miste a volute di fumo e vapore, l'odore acre delle forge e il sibilo del vento impetuoso, nei cieli del nord di Kurunis..

 

 

TERRA! TERRA!
Prima giorni... poi settimane... infine mesi... anche il più ribollente degli spiriti guerrieri avrebbe placato l'entusiasmo a quel punto.. il volo della Taverna, iniziato nel momento della liberazione dalla trappola arcana di Azhul Khan Drades per effetto di qualche ritardo magico non meglio identificato (nonostante tutti gli sforzi a riguardo), sembrava durare in eterno.. da mesi essa vagava immersa nelle nuvole, senza che esse lasciassero trapelare alcunchè a parte rivoli di fumo nella notte, sottili nembi di scherno, nel freddo delle vertiginose altezze dei cieli di Kurunis.. gli eserciti di Azul erano ormai fuori portata, senza dubbio, ammesso che, come alcuni suggerivano cupamente, non stessero girando in tondo nel cielo.. magari in continua ascesa fino a.. cosa c'era lassù? il vuoto interstellare? altri piani? Le più assurde teorie possono nascere e morire nei momenti di tedio, e certamente la fantasia non mancava tra molti degli eroi confinati alla Taverna della Fine dei Mondi.. Ma a Kuz Brennan non importavano le teorie, a parte quelle finanziarie o che finissero o terminassero con la parola "bottino"... ne aveva ampiamente discusso qualche sera prima, mentre i presenti, ormai stremati da quello stallo infinito, bevevano un pò di sostanze inebrianti con ormai poco entusiasmo.. tra loro vi era anche quel Viktor, unica novità (peraltro nemmeno troppo interessante dopotutto) degli ultimi mesi di viaggio. E proprio Viktor era ora là, sul bordo del baratro, nel giardino della taverna. Kuz lo guardò curioso, più che altro per capire cosa stesse facendo. Fidarsi è bene, dicono i saggi, ma...

Lentamente, l'uomo di mare si avvicinò alla figura affacciata sulle nebbie di Kurunis.. "Nottata romantica?" chiese Kuz.. nel mentre dalla taverna il vociare aumentava, a quanto pare molti dei presenti si erano riuniti per passare il tempo.. "Ah, salve Kuz, buona sera. No, non sono nostalgico.. il fatto è che mi è parso di scorgere qualcosa in lontananza.. ma probabilmente è solo un'impressione."

"Io ormai vedo puntini luminosi ovunque.. vengo dal mare. D'accordo la terra. Ma volare per mesi non è esattamente il motivo per cui mia madre, pace all'anima sua, mi ha messo al mondo, di questo sono sicuro... ho le orecchie tappate, c'è un freddo cane, e la gente non ha più voglia nemmeno di bere. Siamo allo stremo, te lo dico io..."

"Perchè tanta confusione là dentro?" chiese il miliziano "c'è qualcosa da discutere? qualcosa da fare?"

"Non ne ho idea, se siamo fortunati è Cronk che sperimenta qualche bevanda.. non so come faccia quello a essere sempre così allegro.. e poi perchè si sono messi a spostare i mobili? Vogliono rinnovare i locali?" il rumore di metallo e di pietra trascinata si poteva udire appena..

I due si fissarono senza fiatare. Il rumore non veniva dalla taverna. Veniva dall'orizzonte, di fronte a loro. Per cinque interminabili minuti i due fissarono il vuoto sotto di loro e di fronte a loro, sull'orlo del precipizio. Poi un soffio di vento spostò una nube in lontananza.. una fioca luce distante ornava la sommità di un immenso bastione di roccia.. e per un istante, prima che le nubi ricoprissero tutto, videro centinaia di luci sul fianco di quella che sembrava una distante parete rocciosa..

"Allora non mi sbagliavo!" esclamò Viktor "C'è qualcosa in lontananza!! Finalmente!"

Kuz Brennan fissò l'uomo e gli fece improvvisamente cenno di non parlare con il dito indice. "A questa velocità quelle luci distano tra le 15 e le 20 ore di viaggio, se tutte quelle ore in mare son servite a qualcosa..." disse sottovoce, quasi tra sè e sè.

Poi fece quello che era nato per fare! Si aggrappò a un albero nel giardino della taverna nelle vicinanze del precipizio,, salì sulla sua sommità e iniziò a gridare, d'un tratto rinvigorito e memore di tempi distanti:

"Terraaaa!!!! Terraaaaaaaa!!!!"

 

EVENTO LIVE OTTOBRE 2015 "NELLE TRAME DEL CONFLITTO" - LE VOCI SEGUENTI SONO PRECEDENTI AL RADUNO INDICATO MA MANTENGONO INALTERATA LA PROPRIA VALIDITA' PER I RADUNI SUCCESSIVI.

 

LA TORRE DEGLI INCANTI
All’alba del quattordicesimo giorno del decimo mese giunse un esploratore, dall’aria stanca e con gli abiti sbrindellati, come se avesse cavalcato e corso senza sosta per ore attraverso strade non battute..
In breve tempo, tutti gli ospiti della taverna vennero radunati. La notizia era sicuramente positiva, da un certo punto di vista, ma estremamente pericolosa quanto a implicazioni celate.
Era già stato scoperto che ad Euteria l’Inquisizione aveva ordinato ai più valenti stregoni e maghi fedeli ad Azul Khan Drades di riunirsi presso la Torre degli Incanti. La Confraternita degli Incanti era una potente arma al servizio del culto dell’Ordine; già in passato alcuni maghi tra le fila dei paladini avevano contribuito all’arresto e alle torture di alcuni degli ospiti della Taverna, come molti ricorderanno..
Quale che fosse il loro intento nessuno poteva saperlo, ad eccezione dei fedeli del culto. E la Taverna non possedeva spie affidabili tra i ranghi di Azul, altro tassello mancante per prevenire le loro mosse atte ad annientare il culto di Corvus e, ormai più in generale, tutti coloro che osassero opporsi al loro culto.
Ma ora l’esploratore giunto da Thorion portava notizia di un evento difficile da interpretare senza una solida base di informazioni.
La Torre degli Incanti infatti, era esplosa in pieno giorno. Corpi carbonizzati di quelli che un tempo erano stati potenti maghi erano piovuti dall’alto sulla città, scaraventati a diverse centinaia di metri di distanza, sui tetti e nelle strade sottostanti. I piani alti dell’enorme torre, che sovrasta la zona nobiliare della città, erano deflagrati dall’interno, e ora la torre era solcata da un’immensa e oscura crepa verticale. Chi ha portato questa informazione dalle vicinanze di Euteria racconta che fumo nero e denso si alza dalla torre, visibile a molte miglia di distanza in pieno giorno, e il fuoco non sembra semplice da domare.
La città inoltre ospitava in quei giorni qualcuno di molto importante, dato che le difese erano state incrementate di recente, e nulla esclude che questo qualcuno si trovasse all’interno della Torre nel momento della deflagrazione.
Ora, ovviamente, il culto sta cercando di impedire che questa notizia faccia il giro del mondo, e sono stati istituiti blocchi sulle strade per Thorion e per Andreia.
Per fortuna della Taverna, non hanno fatto in tempo, e la notizia ora si sta spargendo. Ma quali conclusioni trarne?

 

 

SCATOLE, CASSE E TANTA SIMPATIA
Era ormai notte, le porte della taverna stavano per essere sbarrate, quando all'improvviso un gruppo di tre persone incappucciate e nero vestite entrarono ammucchiando alcune casse di legno vicino all'entrata. Cronc, Biama e Mark incuriositi si avvicinarono e videro che tutti portavano maschere bianche con rune incise sopra; questi ultimi senza proferire parola finirono di ammucchiare le casse delicatamente e poi uscirono. Quando i tre si avvicinarono alle casse, videro che tutte erano dotate di uno strano lucchetto..

..all'improvviso un leggero tocco sulle spalle li fece sussultare e si voltarono; su di loro la maschera nera di Ernst, che con un leggero sogghigno nella voce disse: "Ottimo, avevo proprio bisogno che qualcuno mi aiutasse a portare i bagagli nelle mie stanze". "Biama, necessito di una stanza adeguata per il mio laboratorio! Forza con quelle casse, ma fate attenzione a non sbatterle o farle cadere, sia per il prezioso contenuto, sia per la vostra incolumità!" E così facendo Ernst si incamminò per le scale, con un piccolo cofanetto in mano.

 

IL FERALE NON RIPETE
Fuori c'era nebbia, di quella fitta, quella che rende tutto uguale.. Dentro i viaggiatori oziavano tra le sale della taverna, e Biama si stava grattando rumorosamente la barba incolta mentre ascoltava concentrato l'ennesima spiegazione di Plick:

"Te lo ripeto per l'ennesima volta!.. abbiamo fatto un processo, e si, Cael ha tentato di uccidere Savash, ma uno stregone vestito di rosso ci ha chiesto di tenerlo vivo! Sono mesi che te lo ripeto.... e tutto questo perchè.."

"ASPETTA!! E adesso da dove salta fuori questo vestito di rosso.. non me ne hai parlato la scorsa volta!" si affrettò a far notare BIAMA, notando nel contempo un improvviso e minaccioso bagliore nello sguardo del Gatto, tale da farlo arretrare di un passo..

Plick si alzo rumorosamente dalla sedia e se no andò sbuffando....

 

GLI AFFARI SONO AFFARI
Quattro ore di fila e non era successo nulla, Halder guardava fisso il bancone con una certa desolazione negli occhi.. compagni di viaggio gli erano passati vicino ma nessuno gli aveva detto nulla, solo Klaus gli si era seduto accanto ed ora erano in due seduti davanti ad un bancone con nessuno dall'altra parte..
"Che fai Halder?.. è tarda notte e nessuno ti darà da bere a quest'ora non lo sai? La cantina il bere e tutto il resto qui passa di mano... non so a chi ma di certo nessuno ti servirà ora.. vieni con me dai, ho ancora un po di vino da qualche parte.. mentre aspettiamo di vedere il nuovo oste... dicono che sarà una faccenda piuttosto interessante..."

Halder lo seguì fino alla bottiglia nascosta, senza una chiara idea di quello che Klaus volesse dire all'inizio. Poco dopo, il vino faceva il suo effetto, e non si curò ulteriormente del problema, almeno per quella notte..

 

INCIDENTI
Silent era nervosa, seduta ad un angolo della Grande Sala della Taverna, faceva girare un ciondolo tra le dita, ma il suo sguardo lasciava trapelare che qualcosa non andava..

Laars le si avvicinò, appoggiandosi al tavolo di legno massiccio parlò con voce lieve, ma non tale da non essere udita da altri presenti in quel momento: “Ancora niente? Anche stanotte non hai chiuso occhio? Non devi lasciarti turbare dagli eventi, lo sai..” lei rispose, con aria seccata “Prima quel sogno, che a quanto pare abbiamo fatto tutti, poi i pensieri per Astrion, il prescelto, e per il suo viaggio.. aggiungiamoci il chiasso di stanotte e puoi ben capire perché non abbia molta voglia di scherzare in questo momento..” così dicendo lasciò stare il ciondolo e lo fissò, con sguardo addolcito “almeno tu riesci a riposare..”

“Ho imparato a recuperare le forze indipendentemente da ciò che mi circonda, uno dei lasciti di Andreia, ma non solo di Andreia.. ho avuto modo di impararlo anche in passato.. tuttavia vorrei saperne di più di quanto accaduto stanotte. Laggiù c’è Halder, dietro al bancone… strano.. ho udito la sua voce, tra le altre, nella confusione generale, chiediamolo a lui..”

Interrogato, l’uomo dalla pelle argentata poté fornire qualche informazione: “una confusione totale, si, è successo effettivamente di tutto. Inizialmente ho sentito dei tonfi sordi, come uno strano bussare.. ho lasciato la mia stanza, e ho visto che altri avevano udito lo stesso, infatti non ero solo nel buio dei corridoi.. c’erano anche altri.. mi è parso di scorgere Arkaja Nagaraja, l’oscuro, che però si è subito dileguato. Anche Hen di Melnibonè era lì, vicino ad una porta.. stava cercando di aprirla con forza, mentre i colpi al di là della stessa si intensificavano. Era la stanza di Ulrike. Siamo riusciti a parlarle attraverso la porta, ma la voce era lontana, distante, quasi un sussurro.. ed è durato pochissimo, poi non siamo più riusciti ad udire niente.. Per circa 10 minuti abbiamo cercato invano di aprire quella dannata porta, così facendo altri si sono svegliati, e il problema si è aggravato, dato che altre porte sembravano bloccate e non c’era nulla che potessimo fare per aprirle.. Abbiamo provato con le armi, ma nulla.. poi, d’improvviso, si sono aperte tutte nello stesso istante! Da sole! Per fortuna Ulrike, Avallon e Biama, bloccati nelle rispettive stanze, erano indenni. Ci hanno raccontato che le porte semplicemente non si aprivano, e che dall’interno sembravano.. murate, prive di cardini.. allora siamo scesi di sotto, ma non era finita. Il problema si è ripresentato circa un’ora dopo, in stanze differenti.. questa volta però è accaduto a Cronc, e quando ci siamo precipitati alla porta per rassicurarlo che la cosa si sarebbe probabilmente risolta da sola, lo abbiamo sentito urlare di dolore.. e anche stavolta, poco dopo, silenzio.. Questa volta abbiamo cercato aiuto, pensando che un mago potesse aiutarci a risolvere il problema, e così abbiamo svegliato Aramis che però si è adirato e ha iniziato a urlarci addosso che voleva dormire e.. insomma, per farla breve alla fine anche quella porta si è aperta con uno scatto. Ma Cronc era riverso al centro della sua stanza, in preda a spasmi di dolore, sbavava e non riusciva a respirare.. l’abbiamo portato di sotto, e con calma ha ripreso i sensi.. ma ha sofferto parecchio.. infatti ora stavo guardando tra la roba da bere che non ci fosse qualcosa di.. sospetto.. ma niente.. forse voi potete darmi una mano?”

“E’ strano” disse Laars “in effetti può accadere che le porte della taverna si sigillino per poi riaprirsi da sole, è già accaduto in passato in altri mondi, e non credo che il problema di Cronc sia legato alle porte.. coincidenze probabilmente. Ma sarà meglio fare attenzione, e fare in modo che se si rimane bloccati in qualche stanza si possa in qualche modo chiedere aiuto all’esterno.. Ci penseremo su, la notte porta consiglio, intanto spargi la voce, e, se capita, non è necessario urlare tanto.. Non possiamo rischiare che maghi e sacerdoti siano indeboliti dalla poca concentrazione, nei giorni futuri avremo bisogno di aver recuperato le forze a sufficienza.. basta probabilmente attendere che le porte si riaprano.. Per Cronc invece.. come sta?”

“Ora sta meglio“ rispose Halder ”Ma se dovesse ricapitare cercheremo di capirne di più.. magari potrei mostrare a Ernst i liquori prima di trarre conclusioni.. se solo lo trovassi.. è qualche tempo che non si vede in Taverna…”

 

MESSAGGIO DA UN AMICO
Amici, mi permetto di chiamarvi così,
sapete certamente che Euteria è stata posta sotto coprifuoco dagli uomini del culto di Azul Khan Drades e che perquisizioni, confische ed epurazioni sono ormai all’ordine del giorno.
Per me la situazione era diventata insostenibile e così, nottetempo, prima che le cose precipitassero definitivamente, ho caricato tutti i miei averi più preziosi sui carri e mi sono imbarcato sull’ammiraglia della mia flotta di brigantini salpando verso un arcipelago scoperto da poco. Ho lasciato l’incarico al mio socio e amico più fidato di seguire i miei affari con prudenza e discrezione in attesa di tempi migliori. Potrebbe farsi vivo con voi, ma è libero di agire come crede.
Mi rincresce avervi abbandonato in questo momento, ma, credetemi, non mi era più possibile espormi così perigliosamente in vostro favore. Sebbene da lontano continuerò a seguire le vicende che vi riguardano e non escludo di riuscire a portarvi un qualche genere di aiuto in futuro. Per il momento dovrete fare senza di me. E’ solo un arrivederci, non è un addio.
Gunther

 

CACCIATORI DI TAGLIE
Alcuni esploratori hanno recuperato dai villaggi a sud di Thorion e consegnato in taverna il seguente editto proveniente da Euteria:

"Per Divino Ordine della Santa Ecclesia di Azul Khan Drades, Signore Supremo dell'Ordine, Padrone Incontrastato di Ogni Legge e Istituzione, in questo come in altri Mondi, viene posta, da questo momento in poi, una Taglia di 1.000 Corone d'Oro sulla Cattura, vivi o morti, di colui o coloro che hanno fomentato le recenti rivolte nella regione della Lacrima di Raumenox. Le informazioni disponibili sono poche, ma si sa dai capi della rivolta dei minatori, per loro diretta confessione e pentimento prima dell’epurazione spirituale, che il principale fomentatore è un uomo che avrebbe trovato asilo presso l’Abbazia delle Lacrime per circa un anno, ingannando i sacerdoti, pianificando le sue azioni empie, e spargendo il seme del complotto e della rivolta nelle menti dei liberi lavoratori delle miniere di ferro. Pare che egli sia ora in combutta con altri ricercati, le cui taglie e crimini sono ben noti a chi serve la giustizia e l’ordine. E’ possibile, ma non assicurato, che egli si trovi assieme agli altri cospiratori e assassini di innocenti. In Nome dell'Ordine! Generale Curium di Azul"

 

SONNI INQUIETI
Normalmente è difficile che capiti di ricordare a pieno un sogno. C’è chi narra che i sogni siano il veicolo preferito da certi Dei, non sempre benevoli. In culti antichi, e anche nel culto di Corvus, i sogni hanno una valenza teologica.. Ma è così per molti credenti, o anche per molte superstizioni.

Di certo, però, ancora più raro è che più persone facciano lo stesso sogno.. Quando, infine, sorge il dubbio che tutti abbiano fatto lo stesso sogno, almeno tutti all’interno dello stesso edificio, la cosa assume contorni più inquietanti..

E sebbene nessuno avesse avuto l’ardire di chiedere ad Ananta Nagaraja cosa avesse sognato quella notte, dallo sguardo preoccupato che aveva quella mattina si poteva intuire che anche lui, oltre a Cronc, Plick, Forseti, Osab, Biama, Klaus, Ulrike, Savash, Gulim e svariati altri aveva sognato quel volto dorato a forma di stella che emergeva da un fumo rosso e denso, fissandolo in silenzio…

 

RAPPORTI
“Nessuna notizia di Evan o di Sibellius?” chiese Aleera all’esploratore vestito di grigio che era giunto a farle rapporto nella grande Sala Comune della Taverna. “No mia signora” – rispose lui – “ancora nulla. Evan è certamente entrato ad Euteria, e non è stato giustiziato, almeno non di fronte alle mura nelle cave di sale dove solitamente vengono bruciati vivi gli eretici.. Ma è ormai passato molto tempo.. non abbiamo notizie. Anche Sibellius è disperso e stando a quanto ha accennato Erbaluce le probabilità che sia sopravvissuto sono abbastanza scarse… “Continuate a cercare, e fate rapporto il prima possibile. Ci serviranno quanti più uomini disponibili a Thorion.. mentre i più diplomatici si occuperanno della politica, immagino che ci sarà anche molto altro di cui occuparsi.. Inoltre la mancanza di Astrion è un duro colpo per progettare qualsivoglia piano d’azione..”

Ananta si avvicinò, con aria seria. “Non temete per Astrion, ci occuperemo noi del culto e della taverna in sua assenza, e sai quanto possiamo essere.. produttivi..” La donna lo fissò, evidentemente più sollevata “Grazie Ananta, cercavo solo di rendermi utile, l’ultimo era solo un pensiero sfuggito ad alta voce..” fissò l’Oscuro per qualche istante, poi continuò “presto avremo rapporti dettagliati sulla questione Thorion. Se tutto va per il verso giusto avremo alcuni uomini che ci attenderanno in città per esporci tutto quello che dobbiamo sapere per agire. E con tutto intendo nomi di famiglie, posizioni politiche, tensioni sociali, vie di fuga, alleati e seguaci di Azul… non possiamo agire d’impulso, servirà la massima cautela e intelligenza possibili.. e.. non voglio essere fastidiosa, ma vi ricordo che politica e fede sono due ambiti ben distinti e…” Ananta si lasciò sfuggire un risolino inquietante, interrompendola “Benissimo, anche se sarebbe stato meglio avere queste informazioni prima di giungere in città. Ma dopotutto immagino che stiate facendo il possibile.. o anche di più.. per le altre considerazioni… beh, lasciamo perdere le posizioni culturali, sapete quanto io possa essere a favore della teocrazia, in linea di principio almeno… Non mi dispiacerebbe che la taverna e coloro che ospitiamo da tempo riuscissero a trovare una base operativa, o un alleato davvero utile e stabile a livello pratico. Qui i mesi passano, e le risorse che tutti gli ospiti potrebbero mettere a disposizione sono frenati da questa incertezza costante e dalla continua fuga da tutto e tutti…” sospirò, evidentemente desideroso di dare una svolta alla situazione, da tempo stagnante” Cercherò, per quanto possibile, di accertarmi che tutti siano consapevoli dei rischi di tale mossa e della delicatezza della nostra prossima operazione. Se quel prete della malora ci tradisce o non tiene fede alla sua parola…“

Aleera lo interruppe “Lo so Ananta.. non serve aggiungere altro..”

 

CHIACCHIERE E CARTE
Erano passati mesi da quella notte trascorsa nei dintorni dell’Abbazia delle Lacrime di Raumenox, dove, forse, gli eventi avevano inaspettatamente preso una piega positiva. L’Abate infatti, seppur con molte remore e nessuna particolare emotività, aveva acconsentito a un qualche tipo di aiuto. I termini dell’accordo, se così si poteva chiamare, erano affare di quelli più spiccati per l’arte della politica. Ma al tavolo del gioco si parla sempre del più e del meno, forse per aspettare una disattenzione al gioco da parte dell’avversario, forse semplicemente per passare il tempo.. e i giocatori, uomini di mare, cuochi, cacciatori e minatori, si sa, parlano sempre molto intorno a un tavolo.. “Qualcuno sa spiegarmi esattamente come mai non è mai del tutto chiaro il luogo in cui ci troviamo?” chiese Kuz Brennan, scartando con violenza una carta e ammiccando al suo “collega” nella partita, che in questo particolare frangente era Forseti, la donna ferale “qui saltiamo da un bosco all’altro, o da un crocevia all’altro, fingiamo di essere una taverna normale, e poi succede sempre qualcosa di rischioso e via, verso un nuovo bosco… e nessuno che conferma mai dove ci troviamo, alcuni dicono semplicemente che meno chiaro è per tutti dove ci troviamo esattamente, meno rischioso è il farci scoprire.. se va avanti così, qui finiamo tutti appesi a una forca a Euteria, signori miei…”

Nessuno poteva effettivamente dargli torto, ma fu proprio Forseti, sbuffando, a dare una pausa forzata alla partita in corso. “In realtà…” cominciò “…credo che dopotutto una logica ci sia eccome in tutto questo girovagare.. ragionate un attimo, siamo partiti ormai 3 mesi fa dalla Lacrima di Raumenox, a nord ci sono le montagne, e sono alte più o meno quanto quelle che avevamo avvistato dalle Torbiere, questo significa che siamo vicini ai Denti di Takshmi, l’enorme catena montuosa mostrata sulle poche mappe che abbiamo a disposizione. Non è mica un segreto il fatto che siamo vicini alla città di Thorion, quindi ne deduco quasi certamente che siamo a sud est di Thorion.. inoltre.. a nord di qui c’è una zona con alberi abbattuti, a migliaia.. e le montagne si fanno più vicine.. la città dev’essere tra quelle insenature di roccia.. stiamo andando là a raccogliere i frutti dei nostri… chiamiamoli… accordi politici?”

“Notevole Forseti, la interruppe il Castellabbate Harlem, ti stai ambientando molto bene in questo mondo.. hai.. occhi e sensi sviluppati! Bene! posso confermarti tutto ciò che hai detto, e non solo, ormai è chiaro che è questione di tempo prima che Kuz Brennan cada nel baratro della depressione, ed è meglio che ci cada a tasche vuote.. Quindi..” – continuò scartando dolcemente la carta che chiudeva la partita e lo proclamava vincitore insieme a Biama, che stava esultando al suo fianco senza emettere suoni particolari.. – “posso confermare che le cose stanno proprio così.. tra circa una settimana entreremo in città.. e scopriremo se ad attenderci saranno le forche, altri sacerdoti so-tutto-io, o degli amici, o tutte e tre le cose… se volete iniziare a prepararvi ho giusto un paio di bottiglie in dispensa che potrebbero.. ehm.. coadiuvare...”

 

RESISTENZA
Tempo fa è stata recuperata e portata in taverna una pergamena, scritta di fretta. Era insieme ad altre, tutte uguali, e fu rinvenuta nei pressi di un villaggio in fiamme, parzialmente carbonizzata ma ancora interamente leggibile…

Ci hanno schiacciato le membra
tagliando il filo che lega la nostra anima al corpo
la mente al cuore.
Hanno banchettato con la nostra dignità
sputato fango sulla vita, sulla pace, sul mondo.
Hanno coperto di rosso icore i volti degli innocenti.
E la carogna ora ci guarda tutti dall’alto, pronta a calare la triste falce.
Ho visto morire poeti e spiriti, ho visto tramontare il canto, schiacciato da acciaio e fumo
Hanno bruciato l’Accademia, hanno bruciato la cultura, ci condannano all’ignoranza.
E nessuno ha saputo opporsi.
Solo fuga
O morte.
Ma esistono ancora uomini come i minatori Erbert e Jonas, che hanno preso le armi e hanno combattuto contro l’oppressione. Sono stati guidati e spronati, si narra, dalla voce di un monaco di Raumenox.
O ancora Cathrine, che ha salvato, sacrificandosi, decine di malati dal mattatoio..  
O Bredon, che è bruciato sul rogo intonando un canto di pace.
E una strana taverna, alla quale loro danno la caccia..
E’ giunto il tempo di resistere. Di alzare la testa e combattere.
Non ci arrenderemo


                                                                                              Scarlet, ex-bardo dell’Accademia delle Arti di Euteria

 

 

 

EVENTO LIVE GIUGNO 2015 "L'ABBAZIA DELLE LACRIME" - LE VOCI SEGUENTI SONO PRECEDENTI AL RADUNO INDICATO MA MANTENGONO INALTERATA LA PROPRIA VALIDITA' PER I RADUNI SUCCESSIVI.

 

PARTENZA - 27 GIORNO DEL SESTO MESE, ORE 13:00
Era il giorno deciso. Tutto venne chiuso all'interno della Taverna, come di consueto.. Kersus non era lì, eppure la voce dello stregone rimbombava nei sassi e nei mattoni della taverna, come un eco distante.. che fosse sempre stato lì? che sapesse ogni cosa che accadeva in quel luogo? difficile a dirsi.. Pochi minuti dopo, la taverna lasciò i boschi in cui era celata, e comparve in un luogo diverso.. il suono di un campana riempiva l'aria.. canti venivano da una struttura vicina, una piccola abbazia..

L'incontro con i monaci di Raumenox stava per iniziare..

 

SOPRAVVISSUTI?
Aleera entrò nella sala con un aspetto stranamente meno elegante del solito.. aveva corso, e parecchio a giudicare dal fiato corto e dalle guance arrossate.. "Harlem, avverti Astrion.." disse indicando il Castellabbate che stava giocando a dadi a un tavolo con Cronk e Evan.. "uno dei miei ha trovato Erbaluce.. fuori da Euteria, viva". Harlem si alzò di scatto, e anche Evan reagì alla notizia, schioccandosi le dita di entrambe le mani e lasciandole scivolare su un lungo coltello affilato che si trovava sul tavolo.. "Dannazione, avverto Astrion! Aleera, manda qualcuno a recuperarla e falla arrivare all'Abbazia delle Lacrime, la incontreremo là.. forse potrà dirci molte cose sulla città e su quello che è successo.. e.. Sibellius?" Aleera cambiò espressione.. nessuna notizia.. forse lei potrà dirci qualcosa a riguardo..

Evan si alzò in piedi.. "beh, sapete che vi dico? La Sacra Abbazia del Piscio di Cane non è il posto preferito da un tipo come me.. inoltre ho voglia di sgranchirmi un pò le ossa.. vado io a cercare Sibellius.. e ve lo riporto al trancio o intero, come capita..."

Sia Harlem che Aleera lo fissarono con aria incerta.. "Evan un attimo, non mi sembra una buona idea, forse è meglio aspettar..." quando il Castellabbate finì la frase Evan era già uscito con passo deciso.. a nulla valse il tentativo di afferargli un braccio da parte di Aleera..

Cronk trangugiò un boccale di birra e fece spallucce guardando negli occhi la giovane nobildonna, che lasciò scappare un sospiro di irritazione e insofferenza..

Evan, si sa, fa le cose di testa sua...

 

LA DANZA DELL'OMBRA
Le preghiere si potevano udire in tutta la taverna.. come sempre, qualcuno non troppo religioso storceva il naso, ma dopotutto come biasimare il culto di Corvus, lo zelo di coloro che ne facevano parte, in un momento simile? I "padroni di casa", così alcuni li chiamavano scherzosamente e senza troppa malizia, erano ospitali e, stranamente, abbastanza equi dopotutto. Mai Astrion aveva apertamente recato danno ad alcuno, nè mai l'ospitalità era venuta meno in questi anni.. Perchè di anni si può ora parlare.. lo stregone Kersus era scomparso con i frammenti rinvenuti, e da allora non si era più visto. Ma sarebbe presto tornato, questo era sicuro..

Quando le porte della sala adibita a tempio si aprirono, i volti dei seguaci di Corvus erano provati e cupi, come quello del Prescelto. La preghiera era durata tutta la notte, e ora avrebbero meditato fino alla partenza.. ma tutti udirono le parole di Astrion che conclusero i riti..

"Parlerò a voi tutti nuovamente molto presto. Pregate a lungo, meditate, poichè il culto avrà bisogno della vostra forza e risolutezza per ergersi nuovamente in questo mondo. Parlerò a voi quando saremo giunti all'Abbazia delle Lacrime. Lì conoscerete i miei piani. Lode a Corvus!"...

 

ARS RETORICA
"Signori, ospiti, eroi e tavernieri ...abbiamo raggiunto una qualche decisione?" - chiese Astrion nella Grande Sala, dopo aver radunato tutti. Era entrato improvvisamente, il volto provato e madido di sudore, segni neri lasciati da lacrime inquiete rigavano il viso.. Il vocio si alzò, da sommesso divenne caos in breve tempo.. era chiaro che non era ancora stato approntato un piano preciso.. serviva più tempo, servivano più elementi per decidere.. un mondo troppo alieno in termini di equilibri e in termini politici.. come muoversi?

Fu Laars a prendere la parola per primo. "Signori, è chiaro che certe decisioni non possano essere prese così, su due piedi. Tuttavia vorrei, come già accennato in passato, insistere sulla possibilità di un alleato che tendete, per indole alcuni e per mancanza di conoscenze altri, ad ignorare. Siete giunti in mio soccorso ad Andreia, lasciate che io ripaghi questo aiuto con dei fatti. Un luogo sicuro dove discutere, un possibile alleato influente, parte di quelle conoscenze che ci necessitano in questo momento complesso e tumultuoso.."

"D'accordo Laars," rispose Astrion, "già mi ero mostrato favorevole, siccome non si è ancora giunti ad altra decisione intendo avvallare il tuo piano. Che questa piccola deviazione possa permetterci di ottenere quella consapevolezza che ancora manca. Nei prossimi mesi, i Corvi e la Taverna tutta dovranno mostrare quello che valgono.. e il tuo aiuto può essere molto prezioso prima che questo tempo giunga.."

"Più che un piano Astrion, è una possibilità, remota quanto preziosa. Mi riferisco al culto di Raumenox, Signore della Verità e della Giustizia.." a queste parole gli astanti iniziarono a parlare ad alta voce, confusamente.. chiaro era il motivo.. Raumenox è alleato di Azul Khan Drades nella città di Euteria.. il Tribunale di Euteria, di cui già la taverna aveva ospitato un magistrato che portava accuse verso Gunther, magistrato che tra l'altro non fu mai più ritrovato vivo per cause ignote, era un'istituzione ferrea e implacabile. Non era un rischio avvicinarsi così tanto ad alleati del culto di Azul in questo momento? "...aspettate, capisco i vostri dubbi. Non intendo portarvi a un passo dal nemico, nè farvi correre rischi inutili. Lasciate che vi spieghi. Sul lago noto come la Lacrima di Raumenox si cela una piccola Abbazia. E' nota ai rari pellegrini che vi fanno visita come l'Abbazia delle Lacrime. L'abate è un uomo caritatevole, degno del massimo rispetto. Fu un guerriero, secondo quello che si dice di lui, ma ora vive con alcuni seguaci una vita spirituale, fatta di poche cose coltivate sulle sponde del Lago. Ma costui ha il favore di Raumenox. Sono certo di questo. Conosce più cose di quante voglia lasciar intendere, ed è mio preciso desiderio che la Taverna si incontri con lui. Se sarete abili con le parole e attenti con i fatti potreste riuscire a ingraziarvi questo potente quanto celato alleato. Vi chiedo di fidarvi di me. Io vi accompagnerò e sarò con voi in questo tentativo. E' il primo passo per costruire potere e certezze, e per poter allungare forse uno sguardo sui meccanismi dell'inquisizione. Ho la vostra fiducia? Sappiate che voi avete la mia.."

Le parole di Laars placarono gli animi.. forse era nel giusto.. ancora poco si conosceva di questa figura solenne, reduce dalle Arene di Andreia.. tuttavia, secondo i più, era qualcuno di cui ci si poteva fidare in una situazione di questo tipo..

La Taverna avrebbe incontrato questi fedeli di Raumenox.. molto presto.. e fu così che la politica iniziò a farsi strada in un groviglio di trame e inimicizie sempre più vasto.. fu da quel giorno che tutto iniziò lentamente a cambiare per sempre...

 

FIAMME E ROVINE
Lettera consegnata dalla cacciatrice Myr ad Harlem, Castellabbate di Eius, ed affissa nella sala comune ad uso e consultazione di tutti per alcuni giorni..

Avete lasciato questo luogo da poco, mentre mi accingo a scrivere queste poche righe. Non so tra quanto vi giungeranno, ma confido nei Sgugi perchè riescano a rintracciarvi senza lasciare tracce. So dei pericoli che correte, e sono al corrente degli orrori dell'Inquisizione. Le cose sono tornate normali nei boschi e nei fiumi ombrosi della valle del fium Ketl, ora il vento ha un suono naturale, ora l'acqua è limpida e calma, e la natura ha ripreso il suo corso. Ciò da cui ci avete liberato non era di questo mondo. Ora ne sono cosciente. Per anni ho fatto finta di non vedere. Quanti sono morti, quanti innocenti.. mi sono recato a Ya'nthlei, con il proposito di riportare a nuova vita quel luogo maledetto. Ma dove il Male ha agito per anni, non vi è ritorno.. sono giunti degli stranieri, i volti coperti da cappucci.. cantavano inni blasfemi, di cui non ho compreso parola alcuna.. hanno incendiato quel che restava del villaggio, ucciso molti di coloro che erano sopravvissuti. Forse gli Dei hanno voluto punirci, ma io credo che sia opera di altre forze, che poco o nulla hanno di divino..

I cadaveri dei Marsh non sono mai stati trovati. Niente li lega direttamente a questi fatti, tuttavia vi scrivo per mettervi in guardia. Keziah è una donna terrificante, e così suo padre.. ho la sensazione che non è l'ultima volta che leggerete il loro nome, non è l'ultima volta che ne sentirete parlare. A lungo ho cercato i loro corpi, ho ridisceso il fiume fino alle torbiere aperte, invano.. ora i nani ripristinano i loro insediamenti, forse questa terra tornerà a prosperare, forse i bambini rideranno di nuovo nelle fitte foreste, forse i vostri atti ci hanno donato la libertà..

Ora ho ritrovato le vecchie usanze, e lo devo a voi. Mentre scrivo so che un vero sacerdote di Reylan cammina con voi, fidatevi delle sue parole, come io mi fidai delle vostre. Ciò che gli ho consegnato può forse aiutare i vostri caduti. Può, forse alleviare parte dei danni che la nostra cecità ha reso possibili. Forse ora gli Dei avranno pietà di me.

Giar della Caccia Eterna, dalle rovine del villaggio di Ya’nthlei

 

L'INQUISIZIONE
(breve resoconto pranzo in gioco Febbraio 2015)
La situazione politica e sociale delle 3 grandi città stato di Kurunis era precipitata. L'inquisizione di Azul Khan Drades era ormai divenuta incontrollabile. Esploratori e testimoni oculari raccontano di veri e propri massacri compiuti in nome del Signore dell'Ordine. La città di Euteria è blindata, i Maghi da Guerra delle Torri Arcane di Euteria sarebbero stati richiamati in città, mentre purghe e torture aumentano in numero e violenza ad ogni giorno che passa. La taglia posta sulla taverna avrebbe, secondo alcune voci, raggiunto livelli molto elevati, e le probabilità di essere traditi con essa..

Durante l'incontro, Astrion ha conferito in privato con alcuni Corvi e non solo, riservando parole private a diversi visitatori (ormai ospiti fissi) della Taverna alla Fine dei Mondi. Il prescelto di Corvus era turbato, soffriva visibilmente.. nei giorni successivi all'incontro si è fatto sempre più cupo e pensieroso, sebbene le sue lodi a Corvus si siano notevolmente intensificate. Ora egli prega molto di più e si mostra molto meno nella Grande sala della taverna..

Due ospiti della taverna, Sibellius ed Erbaluce, si trovavano ad Euteria al precipitare della situazione. Sono attualmente dispersi. Aleera Valorian ha raccontato che non ci sono possibilità di penetrare nella città, almeno non con i metodi che erano stati costruiti nel tempo dalla sua piccola rete di spie e contatti. Ora solo qualche altra fonte di spionaggio ha accesso alla città, fonte che attualmente non è a piena disposizione della Taverna. In altre parole, si è perso lo sguardo su Euteria. Di certo vi è solo il fatto che l'Inquisizione ha iniziato la sua guerra.. e tutti sanno esattamente e a proprie spese ormai che cosa vogliano i Sacerdoti di Khan Drades e il Generale Curium di Azul, loro comandante..

Il prossimo passo che dovrà essere compiuto è di carattere politico. Serve una posizione, serve potere, controllo, certezze e servono informazioni... e a decidere non sarà a quanto pare solo Astrion, bensì tutti gli eroi ospiti nella taverna. Molti infatti, si sono meritati la fiducia del Corax. Ognuno raccoglie informazioni, e presto sarà noto il prossimo spostamento della Taverna. Ovunque si andrà, a breve saranno necessarie decisioni importanti...

 

BENTORNATO
Si erano ricordati di lui per un imprecazione.. erano mesi che non lo vedeva nessuno, ma quella mattina erano stati svegliati tutti da un urlo nei corridoi della taverna. Le sue ferite erano peggiori del previsto, questo si era scoperto qualche giorno dopo la sua liberazione e da allora erano passati mesi senza che si sentisse parlare di lui.. e a dire il vero la taverna era stata stranamente piu silenziosa per tutti.. quella mattina però il silenzio se ne era andato, e questo voleva dire che ormai BIAMA era definitivamente guarito...

 

GLI AFFARI SONO AFFARI
Era appesa in taverna da giorni ormai, conficcata al portone di legno da uno spillone in argento, uno di quelli tanto di moda tra i mercanti di Andreia. La Calligrafia era buona, le parole scelte con cura...

Ancora vi porgo i miei piu sentiti ringraziamenti per avermi accolto alla vostra tavola tempo addietro e avermi reso partecipe dei vostri discorsi, non abbiatemene se mi sono assentato senza avervi posto i miei omaggi di persona, ma gli affari mi richiedono altrove. Vorrei dissipare qualcuno dei vostri pensieri.. In segno di profondo rispetto rinuncerò a condividere con altri la posizione del vostro "animalesco amico" e rinnovando la mia disponibilità ad organizare per voi quella vostra piccola sortita attenderò la vostra decisione in merito..

Vostro Yago Salubh

in fondo alla lettera , scritto di fretta era riportata la dicitura: " 6miniere"

 

EVENTO LIVE OTTOBRE 2014 "MISTERI DAL PROFONDO" - LE VOCI SEGUENTI SONO PRECEDENTI AL RADUNO INDICATO MA MANTENGONO INALTERATA LA PROPRIA VALIDITA' PER I RADUNI SUCCESSIVI.

 

LA PARTENZA
"Quanti sono?" chiese Sibellius a Silent, entrambi seduti ad un tavolo in disparte. "Sufficienti, credo. Non tutti andranno, non lasceremo la taverna incustodita proprio ora. Inoltre alcuni semplicemente sceglieranno di non andare poichè Kersus ha detto che la taverna non si sposterà al loro ritorno, bensì un'istante dopo il loro teletrasporto. Invieremo la squadra, e sposteremo la taverna.. verso le torbiere di Kurun, a Ovest, lungo il fiume Ketl, o comuqne lungo un corso d'acqua. E' tutto ciò che ho capito finora. L'ultima volta, quella gemma.. ha scatenato poteri notevoli, dobbiamo prepararci adeguatamente, Sibellius"

"Bene, per questo non andrò. Non avranno bisogno di me, sarei solo di impiccio, mentre studierò nelle mie stanze e scenderò col calare della notte. A più tardi, Silent..." il Mago dalle vesti viola volse il capo all'altro angolo della sala, poi guardò di nuovo la Sairax.. "Ecco Kersus, ed ecco il drappello che cercherà di recuperare gli uomini" esclamò.

Pochi istanti dopo, coloro che entrarono nella stanza incantata svanirono in un lampo. Chi rimase vide lo stregone dalle vesti grigie compiere i riti per trasferire la Taverna a Ovest. Poco dopo, erano tutti altrove, in due luoghi distinti. Ora, pensò Silent, avrebbero atteso.. sarebbero tornati vivi? O tutta questa faccenda sarebbe finita nel peggiore dei modi? Presto, lei e gli altri rimasti nella Taverna avrebbero avuto quella risposta.

Fuori, intanto, i caprimulghi cantavano nel buio di foreste sconosciute. Il loro canto ipnotico mischiato al rumore del vento tra gli alberi ricordava il suono di flauti stonati..

 

DETTAGLI...
Maestro Kersus era immobile, al centro di una stanza laterale della Taverna. Le sue braccia si muovevano lentamente, con movimenti fluidi e precisi, la sua concentrazione era percepibile, il suo livello tale da apparire perfino.. ammirevole. Astrion, nervosamente, gettò uno sguardo in un angolo buio della stanza. Una terza figura era nascosta nell'ombra, ma Gulim riuscì a vedere dalla serratura che la figura misteriosa rispose con un cenno o un movimento a quello sguardo deciso. Nella grande sala, Savash gli si avvicinò: "allora, vedi niente?" disse sottovoce "che stanno facendo là dentro?"

"Sssssht" risposte stizzito il cuoco "lasciami attingere..."

Tutti gli altri osservavano la scena divertiti, poichè la stazza del satiro a fianco del cuoco scomodamente semi-inginocchiato di fronte a quella porta aveva un qualcosa di buffo. Tuttavia a molti si congelò il sorriso sulle labra alla vista dell'arto mostruoso del Satiro che si trovava al posto di quella che un tempo era stata una mano..

Kersus, oltre la porta, parlò:

"Il rito è terminato, l'incantesimo è pronto" disse. "Quando sarà il momento scatenerò le energie magiche latenti in questa sala, e i presenti verrano trasportati nel luogo da me designato. Sempre che questo luogo designato venga determinato. Altrimenti, Astrion, chi pensi che scaglierò a diverse leghe di distanza, del tutto casualmente?

"Mmm, non so.." rispose Astrion divertito.. "Mark Aernius?"

Una voce lo interuppe, dall'angolo buio della stanza. Gulim non riusciva a vedere chi stesse parlando, tuttavia capì e riferì a tutti quanto bastava per destare le prime dovute preoccupazioni.

"Lei mi ha appena confermato che abbiamo il luogo, oltre a diversi importanti dettagli che consegnerà in loco a chi si presenterà" le parole furono pronunciate con un sibilo sofferente, difficile dire se provenissero da un uomo o da una donna.

"Bene" rispose Astrion "sono soddisfatto del suo operato, dopotutto. Spero di poter dire lo stesso di Mark quando tutto questo sarà terminato.. dato che non mi sembri affrettato, immagino che il momento non sia ora. In ogni modo, quanto tempo avranno a disposizione?" chiese rivolgendosi all'anziano stregone vestito di grigio

"Dipende. Mezzora. Un'ora forse. Dipende da... alcuni fattori.. inutile perdere tempo a spiegare, non capiresti Astrion, hai ancora molte cose da imparare. Comunque potranno udire la mia voce nelle vicinanze del cerchio arcano di destinazione. Una volta là, potrò fornire loro questa risposta. Sarà la prima cosa che farò dopo che il teletrasporto avrà avuto successo"

"Ora vi darò alcune delucidazioni aggiuntive, in privato..." aggiunse muovendo la mano sinistra nell'aria.

La luce e i suoni nella stanza sembrarono sparire in una nuvola di densa oscurità, almeno questo vide il cuoco attraverso il foro della serratura, prima di portarsi una mano al petto.. ci vollero diversi minuti prima che Savash e Gulim smettessero di rantolare in preda agli spasmi di dolore, nella Grande Sala comune...

 

FIDUCIA
Mark Aernius camminava avanti e indietro, nervosamente. Era il crepuscolo, e Ananta Nagaraja lo aveva informato, davanti a tutti, che Astrion voleva discutere con lui alle prime ore della sera di una questione importante. L'Oscuro sacerdote di Corvus si era lasciato sfuggire una smorfia di inquietante divertimento, smorfia che Halder aveva commentato sarcasticamente guardando il compagno d'armi negli occhi con aria divertita..

"Non suona bene, Mark.. per nulla.." aveva proclamato a bassa voce.

Tuttavia, almeno per il momento, sia Ananta che Halder si sbagliavano. Il Prescelto di Corvus sedeva su uno scranno scuro, coperto da teli neri, un calice di vino rosso nella mano destra, una piccola goccia di vetro lavorato nella sinistra. "Avvicinati, Mark" disse, mentre l'uomo attraversava a grandi passi la stanza "voglio metterti a parte di una mia decisione, dato che, dopotutto, ti riguarda.. Sai, pensavo che l'ospitalità offerta da questa Taverna, con i suoi lati positivi e negativi, sia decisamente generosa, come ritengo generoso il permettere che tutte le persone qui presenti rimangano qui.. pare che là fuori la nostra cattiva reputazione ci preceda.. il che fa di questa Taverna un.. caldo e accogliente rifugio non trovi?"

Mark si avvicinò ad Astrion Zabor e dopo una breve e pensierosa pausa rispose. "Se c'è qualcosa che posso fare per.. ricambiare l'ospitalità.." iniziò il sacerdote-guerriero..

"Esatto.." rispose Astrion con un flebile sorriso sulle labbra tinte di nero "..una risposta degna, per un degno scambio di opinioni". Alcuni nella sala iniziarono a parlottare, probabilmente l'incipit del Prescelto di Corvus non era del tutto scevro da coimplicazioni di tipo economico o peggio, e i più rapidi non avevano mancato di notarlo. "Come ben sai, Mark, e come ben sapete tutti, adoro provocare reazioni nei miei ospiti. La cena che è stata indetta e, direi, consumata avidamente, mi ha permesso di muovere informazioni, informazioni che mi hanno portato a decidere in merito ad alcuni dei nostri nemici, i chierici di questo Azul Khan Drades, e alle conseguenze delle loro abili mosse su tutti noi"

Il silenzio tornò lentamente nella stanza, mano a mano che il discorso giungeva al dunque. "Vi ascolto, Astrion, anche io non approvo quanto è avvenuto, e mi dolgo per la sorte di coloro che sono stati catturati dall'Inquisizione nelle strade di Andreia."

Astrion bevve un avido sorso dal calice nella destra. "Si" continuò "e a quanto ho potuto appurare, diciamo che la maggioranza di coloro che qui dimorano, ospiti o residenti fissi, è concorde con questo tuo.. nostro.. disappunto. Tuttavia Kersus, e tutti coloro che vogliono liberarsi da questo nostro naufragio planare, desidera che il terzo frammento caduto su Kurunis nel giorno del sovraccaricamento del Palanthir venga ritrovato, il prima possibile. Anzi, direi che la sua pazienza è giunta al termine. Abbiamo scelto di recuperare Laars, abbiamo salvato un amico, un alleato, ma il tempo ora è scaduto. E' qui che entri in gioco tu..." Astrion alzò la goccia di cristallo, ponendola tra i suoi occhi e quelli di Mark

"..Tu, e chi si unirà a te per portare a compimento l'incarico di cui ti voglio al comando. Ascoltami.." Il Prescelto scattò in piedi, alzando il tono di voce, in modo che tutti potessero udire, anche i cuochi che, dopo un breve e rumoroso intermezzo si precipitarono nella sala.

"Ascoltatemi!!" gridò. "I Corvi non lasceranno marcire chi ha combattuto per loro! Nè lasceranno che i loro nemici si approprino di conoscenze a loro negate per diritto divino! Questa è la mia decisione. Mark Aernius guiderà un attacco lampo al carcere in cui sono detenuti i nostri alleati. Biama, Lord Hen e Kuz Brennan, li voglio vivi, li vogliamo indietro!"

Alcune urla di gioia e bicchieri levati invasero la sala. Ulrike estrasse la spada conficcandola nel tavolo, in segno di approvazione. Forseti e Plick brindarono facendo cozzare due rozzi bicchieri in legno di rovere. Non tutti, però, gioivano. Ognuno, nel mondo, ha i suoi scopi, e non sempre l'amicizia o la riconoscenza guidano le azioni degli uomini.

"Ma.." Astrion attese che gli entusiasmi si placassero. "Chi deciderà di aiutare Mark in questo compito avrà poco tempo, e dovrà essere ben preparato. Avrete davvero pochissimo tempo a disposizione. Partirete non appena l'esploratore che ho inviato ad Euteria farà ritorno o ci invierà un punto di incontro preciso. Ma non sappiamo ancora quando sarà. Dovrete tenervi pronti, poichè al vostro ritorno partiremo immediatamente, con tutta la Taverna, verso il luogo in cui Kersus ha determinato essere presente il Terzo frammento che cerchiamo. Chiunque voglia unirsi a questa missione si tenga pronto a partire da un momento all'altro. Che cosa rispondi, Mark Aernius, accetterai questo incarico?"

Il sacerdote guerriero si guardò attorno. Molti erano pronti, alcuni lo fissavano intensamente speranzosi, altri sembravano valutarlo, squadrandolo dalla testa ai piedi. "Accetto!" rispose risolutamente dopo pochi istanti, con un espressione indecifrabile sul volto.

"Molto, molto bene" disse Astrion, tornando a sedersi.

Un attimo dopo gettò a terra il cristallo che teneva in mano. Questo si frammentò in decine di piccoli pezzi. Sorrise, in maniera inquietante. "Se questo cristallo rappresentava il problema al centro di questa vostra missione, le sue schegge sono ciò che non deve succedere. Non trasformate tutto questo in una disfatta, o saprò chi sono i colpevoli... ora festeggiamo, ma rimanete lucidi, almeno quelli tra voi che hanno a cuore le vite dei miei ospiti scomparsi..

Quella notte nessuno si ubriacò, o perlomeno nessuno lo diede a vedere...

 

TOMI E ARTIGLI
La taverna come ogni sera era piena di rumori e fumo, voci si sovrapponevano in cacofonie incomprensibili, boccali di birra sbattono sui vecchi tavolacci di legno. Tutti i presenti sembravano impegnati in animate discussioni, tranne ad un tavolo, dove i corvi si fissavano tra loro in silenzio, in attesa che Astrion si unisca a loro. Astrion e Laars entrarono nella sala comune e i suoni si affievolirono; i due si separarono e il Prescelto raggiunse il tavolo dei Corvi che lo stavano attendendo. Ad un cenno del capo tutti si sedettero ed attesero che parlasse. Ma egli guardò Sibellius negli occhi, ed intonò una preghiera. La taverna si azzittì.

Corvus, signore dell’ombra, lama nelle tenebre,
guida i tuoi discepoli alla vittoria.
Benedici le nostre umili vite con il tuo sangue
E noi vivremo per servirti.


Tutta la taverna intonò: "In Nomine Corvus"

Corvus, padre oscuro, ali della notte,
donaci la forza per abbattere i nemici.
Onoraci con la tua presenza
e noi innalzeremo il tuo regno.


...In Nomine Corvus

Corvus, venerabile maestro di sapienza,
chiediamo l’onore di servirti e riverirti.
Nel tuo nome preghiamo
Nel tuo nome combattiamo


...In Nomine Corvus

Terminata la preghiera Astrion si alzò e disse: "Le reliquie di Corvus devono essere ritovate! Tra esse, i Tomi dell'Ombra e gli Artigli del Corvo! Il Tempio dovrà essere presidiato! In nomine Corvus!".
Detto questo, se ne andò...

 

LA CHIAMATA
"Allora è vero!" disse Harlem a Gulim, saltellando impaziente da un piede all'altro "Astrion ha fatto radunare i Corvi e tutti gli altri! Domani sera si festeggia!"

Il cuoco, armeggiando con alcune stoviglie, lasciò andare uno sbuffo e rispose "E' vero.. e infatti sto sistemando queste posate.. ne serviranno di decenti, si vocifera che venga anche Gunther, tuttavia..." Gulim fece una pausa

"Tuttavia?!? brutte notizie? non c'è più vino?!" la preoccupazione del castellabbate era palpabile, soverchiante come l'angoscia del lutto, tremenda come la mattina successiva all'addio al celibato del mercante..

"No, non è quello" l'uomo si abbandonò ad un sorriso spossato "si dice che non verranno tutti. Molti sono chiusi da tempo nelle loro stanze a studiare tomi, a fare esperimenti.. e non voglio saperne i dettagli. Altri ancora sono in giro a mappare questa zona in cui ci siamo trasferiti. Non è sulle rotte comuni, e più ne sappiamo meglio è. Quei seguaci di Azul spuntano come funghi, e sinceramente iniziano a stufarmi. Spero seriamente che Astrion informi più gente possibile dopo l'incontro, se non ho capito male qui c'è qualcosa che bolle in pentola, per usare un adeguato eufemismo.."

"Aaah, tranquillo. Quando ci sarà veramente bisogno di armi e arti magiche non credo che rimarranno nelle loro stanze a masturbarsi il cervello.. Credo piuttosto che sarà un'occasione per brindare assieme ai successi passati e.. per pianificare un pò di cose.. facciamo così, fino all'ultimo cerchiamo di recuperare più gente possibile. Dopotutto.. non mi spiacerebbe che un pò della "grana" di Gunther che è stata distribuita venisse reinvestita in piaceri per il palato.. e magari non solo quelli.. hihihi.. quindi.. direi.. mettiamoci all'opera e allestiamo la sala comune.. chiamo i servi! A domani!"

"A domani!" rispose Gulim, dirigendosi verso la dispensa...

 

UNA NOTIZIA UN PO' ORIGINALE VOLA VELOCE DI CORVO IN CORVO (cit.)
Cronc stava risistemando il banco della taverna, dopo che il Nano Hodur l'aveva crepato con una capocciata giusto un attimo prima di perdere i sensi e di essere definitivamente deportato nella sua camera sotterranea. Altri presenti scommettevano sulla possibile presenza o meno del nano alla cena della sera successiva, in cui si sarebbe discusso di molte cose. Chissà se poi avrebbero pagato i debiti di gioco.. La porta sull'altro lato della sala si aprì, rivelando la figura di Kalithra in attesa sulla soglia.

"Non entrate mia signora?" disse Cronc in tono neutro.

"Non posso, per via della quarantena impostami da Astrion è meglio se rimango qui" rispose lei con un filo di voce "tuttavia mi serve acqua al piano di sopra. Il paziente ha intenzione di farsi un bagno... finalmente..."

Al giovane oste scappò una mezza risata. "Allora è a posto! da quando in qua uno fa il bagno quando è in fin di vita? Potremmo soprassedere su questa quarantena no? Il mio nome è Cronc, non ci siamo mai incontrati.." I pochi altri presenti, udite le parole dell'oste, si scambiarono un cipiglio di intesa e lasciarono in tutta fretta la sala. Rompere la quarantena poteva anche essere un'idea, ma nessuno di loro avrebbe rischiato di rimanere, evidentemente. Appena lasciarono la sala, Kalithra rispose al ragazzo.

"No, non disubbidirò ad un ordine saggio. Savash non sta bene, anche se mentalmente sembra si stia riprendendo. Vedi il suo braccio.." fece una pausa, persa in qualche pensiero "..ha dei problemi. Sta cercando di risolverseli da solo però, usando coltelli e stracci.. credo di non poter fare altro per lui. A parte procurargli l'acqua per il bagno e, già che ci siamo, anche del sapone. Le stanze di sopra sono un macello, lui continua a scorticarsi e menomarsi le ferite e.." si fermò. Evidentemente non parlava da molto tempo con nessuno, si rese conto che parlare di queste cose all'oste non fosse poi del tutto una buona idea.. La faccia di Cronc infatti lasciava presagire il suo desiderio di dirlo a tutti quelli che avesse incontrato da quel momento in avanti.. Notò come la donna lo stesse osservando dubbiosa e cambiò subito argomento.

"Molto bene mia signora mi attivo subito, lo stucco deve asciugare ora.. preparo acqua e profumi.. e sono subito da voi" disse con voce frivola "col vostro permeeeessso"...Il ragazzo sparì oltre le cucine. Questa storia ha una morale, pensò: tu dillo all'oste e lo dirai al mondo!!!

 

SORELLE
Tre spade scrissero di tre sorelle il fato.
La prima avea la lama d'avorio cesellato,
la seconda brillava forgiata in oro puro,
la terza era scolpita nel granito più duro.

Giustizia era il nome della prima spada.
Uguaglianza la seconda lama era nomata.
Ma nessuna ne uccise tanti, in verità
quanto la terza, chiamata Libertà.

I presenti al tavolo si girarono, sentendo la poesia provenire dalla bocca di Erekose. Lui stesso si stupì del tono alto della sua voce. Essa era uno dei tanti ricordi che si affollavano nella sua mente.. Una antica poesia, priva di significato, forse un vago componimento politico. Tacque. Poichè tuttavia essa rivelava, in maniera profonda, il suo stato d'animo, e alcuni, pochi, capirono il perchè di quelle parole.. nessuno, invece, poteva davvero comprendere.

 

RISVEGLI
Savash giaceva incosciente da mesi nel letto fradicio di essenze, che Kalitra usava per profumare l'ambiente, dato che il ferale, mezzo uomo e mezzo ungulato, devastato dal morbo che lo aveva colpito a Bosco Nero un anno addietro, sudava oltre ogni misura. Kalitra capì perchè in natura le capre non sudano.. "C'è un ordine profondo dietro a tutte le cose naturali" pensò la maga " e qui siamo agli antipodi di quell'ordine, temo..." Aveva provato di tutto, e tutti ne erano al corrente, ma era riuscito solamente a tenerlo vivo. "E' già qualcosa" le aveva detto incurante Ernst, il mascherato venditore di filtri e pozioni che spesso si accompagnava alla taverna "non credere che possa consigliarti su questa cosa.. sia il malato che il morbo sono di origine sconosciuta, inoltre non sono esattamente un guaritore..." Anche Aleera, il cui cugino era un famoso medico e cerusico che lei in gioventù aveva spesso aiutato in faccende di questo genere, diceva di non aver mai visto nulla di simile... Tutte queste discussioni avvenivano nella grande sala comune, a giorni alterni.. Astrion aveva vietato a tutti ad eccezione di Kalitra di poter visitare Savash. Egli temeva un contagio, temeva che il morbo potesse espandersi agli altri ferali, o, perchè no, colpire gli altri avventori della taverna. Nessuno, d'altronde, nemmeno i maghi o i sacerdoti, aveva dato la benchè minima rassicurazione sul morbo.. C'era chi ormai aveva perso le speranze, chi riponeva grande fiducia in Kalitra e nelle sue arti, e chi faceva spallucce.. del resto la pelle era quella di un altro... Ma le cose cambiano, tutto è destinato a cambiare, e il Fato, almeno per il momento, si divertiva a farle cambiare nel modo più enigmatico.. Savash poteva morire da un momento all'altro e sebbene il concetto di morte sia estraneo ai ferali, Kalitra era certa che sarebbe morto come ogni uomo muore.. niente sognanti barriere spirituali, o abbandoni.. ma una morte atroce dopo mesi di sofferenza.. Oppure sarebbe guarito, grazie a lei o per sua forza di volontà.. Ma non avrebbe mai potuto immaginare quello che stava succedendo.. Il modo in cui stava succedendo. Per il momento, decise, avrebbe detto soltanto che Savash aveva ripreso conoscenza.. tempo al tempo, pensava, mentre scendendo nella sala comune, si infilava nella cintura del colore scuro della tunica due lunghi coltelli affilati.. un brivido le corse lungo la schiena.. i prossimi giorni sarebbero stati negativi.. molto molto negativi.. E quelle lame.. sperava solo di non dover essere costretta ad usarle...

 

IL PESO DELLE SCELTE
La taverna non sembrava più la stessa, da quando il loquace taverniere Biama era scomparso, assieme ad altri due compagni, il Melniboneano Hen e Kuz Brennan, marinaio delle coste di Kurunis. Tutti e tre rapiti dai soldati dell'Inquisizione di Azul Khan Drades, Signore dell'Ordine. Nonostante il recente successo ad Andreia, il costo era stato alto... Ma la ricerca delle Gemme scaturite dal rituale che aveva danneggiato il Palanthir doveva proseguire. Kersus aveva fretta, e non è mai buona cosa quando l'enigmatico stregone dalle vesti grige ha fretta, questo l'eletto di Corvus lo sapeva fin troppo bene. La liberazione di Laars aveva ritardato di alcuni mesi le indagini magiche sul terzo frammento. Troppe spie, troppe precauzioni, troppi occhi erano stati usati per riuscire ad infiltrarsi nella città fortezza ai confini del deserto di Ashanti. Quanti nemici si erano fatti ad Andreia? Quanto vasta diventava quella lista ad ogni loro mossa? Cosa sapevano "esattamente" quei prigionieri? Cosa avrebbero potuto confessare? Lo sguardo di Astrion sembrava suggerire tutte queste preoccupazioni, del resto rese palesi dal continuo viavai di spie ed esploratori e dal susseguirsi di frasi a metà, cenni con lo sguardo, frasi non dette. Molti degli astanti, quelli a cui importava qualcosa almeno, si chiedevano cosa avrebbe deciso di fare. Avrebbe lasciato i prigionieri al loro destino proseguendo nel compito di rigenerare la gemma di Kersus, oppure avrebbe scelto di salvare i rapiti? O entrambe le cose? Una sola cosa era certa.. Astrion era tormentato dal dubbio..

 

EVENTO LIVE GIUGNO 2014 "IL PRIGIONIERO DI ASHANTI"- LE VOCI SEGUENTI SONO PRECEDENTI AL RADUNO INDICATO MA MANTENGONO INALTERATA LA PROPRIA VALIDITA' PER I RADUNI SUCCESSIVI.


PER LAARS!
"Ascoltatemi tutti! Siete radunati questa sera perchè il tempo dell'attesa è finito. Preparate le vostre armi, i vostri bagagli e i vostri spiriti. Pregheremo per due notti, dopodichè partiremo alla volta di Andreia nella notte del ventesimo giorno! Vi ricordo che avete scelto di aiutarci in questa impresa, anche coloro tra voi che non hanno un legame diretto con Corvus e con il nostro culto. E di questo mi compiaccio. Ma la mia soddisfazione per la nostra unione non è sufficiente. Quello che conta è il risultato.. non deludetemi, e avrete garantito il vostro posto in questa speciale Taverna, quale che sia il futuro che gli Dei hanno in serbo per noi tutti.. Fallite, e le vostre carni diverranno merci per i Padroni del Deserto, soffrirete a lungo prima di morire, e non ci sarà alcun conforto per voi, probabilmente nemmeno nella morte.. Io, Astrion, figlio di Zabor, Prescelto di Corvus, tornerò presto tra voi, e quando giungerò partiremo alla volta della Qasba degli Schiavisti in Andreia. Siate pronti. Questa volta non basteranno le spade e la forza bruta.. dovremo usare il cervello.. per questo motivo Gabriel e Aleera guideranno alcuni di voi.. solo così potremo salvare Laars dalle Arene e tornare a brindare con lui. Ancora una volta. Come un tempo.. - Astrion prese una lunga pausa, fissando il calice ornato di corvi e teschi, poi alzò il calice ed eruppe in un esclamazione trionfante - Per Laars!"
I calici si levarono in tutta la Sala Comune. L'urlo di risposta fece ben sperare Astrion.. forse erano pronti.. forse c'era almeno una possibilità di riuscita. "Per Laars! Per Laars!" gridarono i presenti..

..due giorni dopo, al tramonto, tutto ebbe inizio...

 

DONI PERICOLOSI
"E' una pergamena mio signore. Viene dal Deserto, sembra pelle di capra, ma emette strani suoni.." Il servo porse lo strano oggetto ad Astrion. "Si, immagino.. lo Stregone Nero usa spesso pergamene di questo tipo quando ha fretta, non allarmarci tutti inutilmente, anche se la sua fretta mi fa pensare che ci sia almeno qualche motivo di allarmarsi dopotutto.. Corvi, genti della Taverna, prestatemi orecchio un istante..." detto questo Astrion srotolò la pergamena di Ashanti, e la lesse ai presenti - "Il mio dono per voi giungerà nella città di Andreia, confido che sappiate trattare con i vostri ospiti in modo consono alle aspettative mie e di Maestro Kersus. Se risolverò il mio piccolo contrattempo mi unirò a voi prima che questo avvenga. Ma se così non dovesse essere, siate saggi e il mondo ardente sarà saggio con voi. De Profundis Clamet at Te, Pater. In nomine Crondoris."
Astrion chiuse la pergamena, e gettandola in un bracere si rivolse ad Harlem, il castellabbate.. "Molto bene, quindi ha avuto successo, quale che fosse esattamente la cosa che stava facendo... prepariamoci a incontrare questi stregoni dalle labbra blu.."

 

LA SALUTE PRIMA DI TUTTO...
Mio signore, stiamo provando di tutto, ma la situazione si sta aggravando.. Savash non riconosce più nemmeno i suoi simili.. continua a delirare. Astrion, pensieroso, squadrando il servitore con aria adirata, dapprima parlò tra sè e sè: "...il contagio perpetrato da quelle creature non può essere preso sottogamba dannazione, se è stato causato, anche indirettamente dal potere di quel frammento è ovvio che Savash si stia aggravando" - poi, improvvisamente, alzò il tono della voce in modo minaccioso - "Spiegami, servo, cosa state aspettando a metterlo nelle mani di menti più illuminate delle vostre! Trovami qualcuno in grado di fare qualcosa e alla svelta! Non possiamo permetterci perdite, specialmente con il nostro delicato viaggio alle porte! Ora va! Sparisci dalla mia vista.."
Da un angolo in penombra, la voce di Ernst giunse sibilante.. "Ma voi avete le menti giuste per tali malanni, solo che non avete il coraggio di impiegare le vostre forze altrove.. non sapete scegliere, Corvi, e questo vi rende vulnerabili.."
Lo sguardo infastidito di Astrion si spostò velocemente tra i presenti nella sala, e proprio nel momento in cui l'idea gli stava per sovvenire, Kalithra, ricambiando lo sguardo, prese la parola, anticipandolo:
"Posso occuparmene io mio signore. Solo.. non sono certa di poter trovare tutto ciò che mi occorre in questo luogo, siamo troppo lontani dalla città e non intendo avvicinarmi di un passo ad Andreia senza la protezione di guerrieri o esploratori validi.."
La figura mascherata si avvicinò alla donna, porgendogli un piccolo scrigno - "Non c'è bisogno di andare fino ad Andreia.. puoi sperimentare con... ...queste!"
Si, scelte. E' spesso una questione di scelte. Per salvare Savash, gli Eroi avrebbero dovuto rinunciare a Kalithra questa volta.. Kalithra, grazie alla quale la piega degli eventi tornò in loro favore, al tempo della battaglia contro il signore delle bestie. Queta volta avrebbero dovuto fare a meno di lei. Questo si leggeva nello sguardo di Astrion, e tutti i presenti nella Taverna pensarono probabilmente a qualcosa di vagamente simile. "D'accordo - sentenziò il Prescelto di Corvus - ma non deludermi Kalithra.."
Pochi si accorsero del lieve obbalzo nella maschera di Ernst.. qualcuno potrebbe dire che sotto lo sguardo fisso del suo finto volto egli stesse accennando uno strano ghigno.. ma, probabilmente, era solo un'impressione...

 

VIVO O MORTO
E' una serata speciale in taverna, poichè fervono i preparativi.. gli Eroi si stanno, giorno dopo giorno, radunando.. ancora pare di sentire l'eco delle preghiere a Corvus della notte precedente. Gulim si appresta a servire la zuppa dell'avventuriero, mentre Mark, Halder, Laxius ed Erekose, non disdegnano l'Eiaculus offerto dal Castellabbate, che brinda ai Corvi e alla Taverna. Ananta ride sonoramente dall'altro lato della stanza, mentre Kornish inciampa, forse volontariamente, aggrappandosi con entrambe le mani a Ulrike, la quale reagisce scaraventandolo violentemente a terra... Alcuni avventori di passaggio sorseggiando le loro Birre a un tavolo su un lato del salone. Biama e gli altri tavernieri sono in posizione strategica.. stanno ascoltando i loro discorsi e li stanno tenendo d'occhio. Non sanno ancora che non li avrebbero mai più rivisti.. La loro conversazione verte su di uno strano guerriero armato di spada e dalle vesti gialle e lacerate, che, parole loro, "dove passa porta solo morte e come il vento arriva e poi scompare". Alcuni azzardano addirittura che non sia umano nè mortale. Altri dicono che sia sulle tracce di qualcosa o qualcuno, perchè non si sposta da un luogo all'altro come un uomo braccato..
Sono cacciatori di taglie, e intendono catturarlo. Biama interessato riesce a sedersi con loro e offre loro un altro giro. Ringraziandolo sonoramente gli avventurieri brindano alla Taverna e alla loro prossima missione: La testa del misterioso combattente.

 


ANTICHE PREGHIERE
La taverna quella sera era più rumorosa del solito. Ma qualcuno silenzioso stava in disparte e pregava, racchiuso in un'ombra che lo avvolgeva. Anche i suoi discepoli si avvicinavano a stento, taluni provavano a pregare con lui ma nessuno poteva capire o soltanto ripetere le sue parole arcaiche. I due spiriti della taverna invece, Ermann Ala Nera e Garreth Occhio Acuto si materializzavano spesso attorno a lui e lo circondavano con la loro ombra..... Finchè il suo sguardo si posò sui suoi discepoli, ad uno ad uno li benedisse nel Nome del Corvo...dicendo loro con un sussurro:
"Presto Corvus avrà nuovi Sacerdoti e nuovi Martiri. Lode a Corvus!"

 

LA RUNA SCARLATTA
Su uno dei muri della sala comune qualcuno ha tracciato un segno rosso. Sembra poco più di una linea, una macchia, ma nessuno dei servitori è riuscito a ripulirla del tutto. Sibellius, il mago dalla tunica viola, dice che toccandola si possa avvertire un distante suono, come di campanelli. Lo stesso dice Aramis. Tuttavia, secondo loro, il segno non possiede alcuna magia intrinseca. Scherzi dell'abuso di alcool? Libri, voci, segni, sussurri... Tempo al tempo, vero, ma i misteri della taverna sembrano aumentare di giorno in giorno...

 

TEMPO DI AGIRE?
I festeggiamenti per l'addio al celibato di Gunther sono ormai terminati. Harlem si aggira per la grande sala comune, controllando che i servitori da lui pagati abbiano ripulito il tutto. Ci sono voluti quasi due giorni per ricomporre la stanza, togliere il sangue misto a vino dai pavimenti, ricomporre alcuni dei tavoli e delle sedie... così, terminata la festa, i veri problemi emergono in tutta la loro urgenza. Alcuni esploratori incappucciati sono giunti la sera successiva al convivio. Non sono entrati nella taverna ma le voci dicono che abbiano parlato con Astrion, il cui umore non era dei più allegri. Poco o nulla è stato udito di quel dialogo, ma dopo uno sfogo d'ira del Prescelto di Corvus, i servitori giurano di aver udito uno degli esploratori proferire queste esatte parole con tono mortificato:
"Ve lo giuro Mio Signore, stiamo facendo il possibile, ma quella dannata città è un inferno. Infiltrarsi non sarà semplice. Nemmeno sopravvivere. Da quando il Venerabile Kamal Arhim è stato assassinato, alcuni mesi fa, le guardie si sono moltiplicate. Credetemi mio Signore, non abbiamo molte possibilità..."

 

CENA DEL 29 MARZO "ADDIO AL CELIBATO DEL MERCANTE GUNTHER"- LE VOCI SEGUENTI SONO PRECEDENTI AL RADUNO INDICATO MA MANTENGONO INALTERATA LA PROPRIA VALIDITA' PER I RADUNI SUCCESSIVI.

 

L'ALBA DI UN NUOVO MONDO:
Con meraviglia avete assistito alla splendente alba che ha seguito i fatti avvenuti al Bosco Nero. Il sole ha spazzato via gli ultimi residui delle nebbie che avevano avvolto il bosco nella notte in cui le Creature generate dalla Gemma Delirante avevano assaltato la Taverna, e ucciso numerosi eroi, salvi grazie all'aiuto del Maestro. Molti avventori accasciati lungo le mura esterne della taverna, armi scheggiate appoggiate alla rinfusa, il rumore dei Tavernieri che sistemano il caos generatosi nella Grande Sala comune dopo gli ultmi recenti avvenimenti, tutto questo fa da sfondo ai preparativi per la partenza. La Taverna sta per trasportarsi in un luogo sicuro, dove si pianificherà la liberazione di Laars dalle prigioni di Andreia. Quando Kersus dà l'ordine, come sempre, tutti iniziano a chiudere porte e finestre, e a ritirarsi in salvo all'interno della Taverna Incantata. Ma un attimo prima, in lontananza, proveniente dai boschi, una cantilena permea l'aria, sembra parlare dal vento e dalla terra, come se tutto il bosco stesse unendosi ad un luttuoso sussurro. Il frammento di quel canto funebre intonato dal Circolo dei Druidi di Bosco Nero resterà per sempre impresso nelle menti degli eroi...

"...Signore della Fiamma, Magma Vivo, Furia Ardente che Plasmi il Mondo, Sommo Ketlan, accogli queste spoglie mortali nella Città di Pyros, Tua Roccaforte, i suoi Fratelli ti invocano, in Nome dei Venti di Tempesta, della Sacralità dei Mari e del Fato Propizio che dona la Vita e la vita ospita, Terra e Roccia per condurre il proprio cammino..."

Pochi istanti dopo, la voce di Maestro Kersus rompe il silenzio che si era generato: Bene, possiamo andare..

 

EVENTO LIVE 5-6 OTTOBRE 2013 "...E IL VIAGGIO HA INIZIO"- LE VOCI SEGUENTI SONO PRECEDENTI AL RADUNO INDICATO MA MANTENGONO INALTERATA LA PROPRIA VALIDITA' PER I RADUNI SUCCESSIVI.

 

LA TAGLIA:
E' giunto alla taverna un messo di Gunther, il facoltoso collezionista che ha recentemente ospitato gli eroi alla sua Villa. Unitamente al breve messaggio del mercante è stata consegnata alla Taverna una Pergamena recante un laccio nero e porpora, vessillo inequivocabile dei paladini di Azul, pergamena di recente fabbricazione (ancora si scorge il liquido usato per trattare la pelle negli angoli). Il messaggio di Gunther è breve e privo di firma o segni di riconoscimento, al pari del messo che ha consegnato il messaggio. Il messaggio recita:

"Mi sembrava giusto avvertirvi, dopo il tempo trascorso insieme. L'ospitalità talvolta perdura anche oltre il tempo necessario a trarne profitto, morale o materiale che sia. Vi farò visita presto, con un dono per il Sommo Sacerdote di Corvus e certe importanti questioni da discutere."

La pergamena ha invece un contenuto più grave e decisamente più minaccioso. Reca una firma importante, un nome che qualcuno ha certamente già udito durante uno spiacevole interrogatorio perpetrato da una delle Guardie del Mercante ai danni di uno dei paladini di Azul, durante il soggiorno alla villa assediata. Così recita la pergamena:


"Per Divino Ordine della Santa Ecclesia di Azul Khan Drades, Signore Supremo dell'Ordine, Padrone Incontrastato di Ogni Legge e Istituzione, in questo come in altri Mondi, viene posta, da questo momento in poi, una Taglia di 3.000 Corone d'Oro sulla Cattura, vivi o morti, di tutti i residenti della Struttura recentemente apparsa sul nostro mondo e nota come Taverna alla Fine dei Mondi, accusati dalla Suprema Corte della Legge di Omicidio, Eresia, Crimini contro la Chiesa, Estorsione e Rapimento. Una ricompensa parziale sarà consegnata a coloro che contribuiranno con la cattura di alcuni dei suddetti ricercati, o a chi fornirà informazioni utili alla Chiesa, tali da poterci condurre al loro arresto e conseguente esecuzione. Il decreto è esteso a gruppi di mercenari, bande organizzate (a patto che siano legalmente riconosciute), Gilde dei Mercanti e dei Sapienti, così come ad ogni libero cittadino delle Tre Città, e, con le dovute eccezioni, a membri di altri Culti. In Nome dell'Ordine! Generale Curium di Azul"

 

CANZONE DELL'ESILIO - TRATTO DAL POEMA "CADUTA DI KURUNIS":
Breve componimento rinvenuto da alcuni esploratori e portato alla taverna per i bardi che verranno, poichè possano comporre qualche canzone al fine di allietare le serate degli avventori:

Nella torre gelida, freddo passa l’inverno
Per la dolce Dareka dai capelli di smeraldo
Vessilli al vento, morto è l’amore fraterno
Per la Spada dei Re non v'e è più braccio saldo
Giungerà la pace, finirà la guerra
Per la grande Dareka, dal verde cimiero
A vincer lo scontro i Figli della Terra
Nella Terra altri Figli, in un sol Cimitero
Per la nostra Kurunis non esiste scampo
Né per Markus, Thoderius, Dareka
Sicché tre Lame, col balenio di un lampo
Chiusero il ballo, come danzatrice cieca
Incespicando, nelle Scure Vesti
della Nostra Storia…

 

INQUIETUDINE:
Vi è stata una notte peggiore delle altre alla Taverna alla Fine dei Mondi. Fuori il silenzio e la tenebra regnavano sovrane. La luna dormiva nel suo letto di oscurità quella notte, celandosi agli sguardi degli abitanti dell'impero decaduto di Kurunis, così come agli sguardi degli eroi giunti dai differenti Mondi. Inizialmente sembrava un singhiozzo distante, come di un bambino che piangesse. Poi le luci delle candele si sono spente nello stesso momento, e una voce di ragazza, sinistra e inquietante, è stata udita da tutti gli avventori. Parlava con toni colmi d'ira in una lingua sconosciuta. Solo alcuni frammenti di quelle parole sono state comprese, tuttavia il loro significato, ammesso che le parole siano state trascritte correttamente, rimane avvolto nel mistero: "...fraternitati atque... sodalibus eius ...eris QUOD VIVAM..."

 

VISIONI:
Da alcuni giorni non vi è più traccia alla taverna dei viaggiatori superstiti provenienti dai Regni Giovani. Hanno lasciato la sicurezza della Taverna avventurandosi all'esterno di nascosto, mentre tutti dormivano. Di loro non rimane che una maschera dorata, maschera appartenuta al sacerdote che li accompagnava, rapito e ucciso sotto tortura dall'inquisizione di Azul Khan Drades. Il corpo non fu mai trovato, ed è opinione comune che i suoi compagni siano andati a cercarlo, molto probabilmente andando incontro a morte certa. La maschera, appoggiata sulla mensola vicino al camino nella sala comune della Taverna, fissa con le sue orbite vuote i presenti che ogni sera si radunano accanto al fuoco per scambiarsi le informazioni raccolte dalle vedette e dagli esploratori. Una notte, d'improvviso e sotto gli occhi di tutti, un tenue bagliore sembra provenire dall'oggetto incustodito. Dura un istante. C'è chi dice sia stato un gioco di luci casuale generato dal riflesso del fuoco che arde nel grande camino. C'è chi mormora che sia un segno, che forse i viandanti dei Regni Giovani sono ancora vivi da qualche parte. C'è anche qualcuno che giurerebbe di aver visto una corona di luce volteggiare sopra alla maschera per un breve istante, per poi sparire con la velocità del lampo. A volte, si sa, l'alcool gioca brutti scherzi...

 

DALLA TAVERNA ALLA FINE DEI MONDI:
Ogni sera nella grande sala Comune della taverna, avventurieri provenienti da diversi piani o mondi, con oscuri passati alle spalle, mangiano e bevono gomito a gomito; talvolta avventurieri di passaggio giungono alla taverna e si fermano per una notte di ritorno o in partenza per missioni. Un nuovo Oste è stato ingaggiato per gestire la cucina. Le voci di tutti si confondono nel baccano generale, tra boccali che cozzano e ciotole infrante. Di tutti tranne uno. Vestito di nero, sguardo severo, il Gran Sacerdote di Korvus mangia da solo un frugale pasto, trascorrendo le notti nell'antico Cimitero, in compagnia di due spiriti o spettri, Garreth Occhio Acuto e Ermann Ala Nera, spiriti di Antichi Eroi Corvi.

 

DALLA CITTA' DI THORIUM:
Da La Voce del Minatore, pergamena manoscritta affissa nella bacheca della piazza principale di Thorium: "Anche oggi grandi quantità di preziosissimo minerale necessario per realizzare le armi in lega di Thorium, sono state ritrovate nella Miniera a Nord del Passo delle Viverne. Purtroppo a causa di alcuni gravi crolli sono morti 5 minatori, per cui la città si unisce al cordoglio delle famiglie. Presto diverse carovane per il trasporto delle armi partiranno per Euteria e pertanto si assoldano mercenari e avventurieri come scorte; vista la quantità e l'importanza del carico saranno assunti solo mercenari e avventurieri esperti".

 

DALLA CITTA' DI ANDREIA:
Dal Gazzettino dell'Avventuriero, pergamena manoscritta affissa nella bacheca della piazza principale di Andreia: "Grande sgomento tra i Venerabili Padroni dopo la notizia della morte del Venerbile Kamal Arhim , per mano di uno schiavo di razza ritienuta umana; è stata fissata una taglia di 100 Monete d'Oro su chi porterà il corpo vivo o morto dello schiavo fuggito. Tutta la città piange questa scomparsa avvenuta per mano dell' infido fuggitivo. Segni particolari: volto per metà sfigurato e ripugnante. Da oggi tutte le proprietà, mobili e immobili, saranno gestite dal figlio Abel Arhim. Sarà approntata in data odierna una grande cerimonia funebre e sarà rispettato un minuto di silenzio in tutte le fosse da combattimento della città".

 

LA MATTINA SUCCESSIVA ALLO SCONTRO CON I PALADINI:
"...Il sole combatteva la sua lotta quotidiana per sorgere..
la luce di quel nuovo giorno danzava con le ultime tracce d'oscurità sul patio deserto della villa del Mercante, servi indaffarati tentavano di cancellare i segni che quella strana gente si era lasciata dietro, le tovaglie erano state gettate, i resti del cibo gettati ai cani o divisi tra i mendicanti occasionali.. e copiosi secchi d'acqua erano stati gettati sul pavimento dove una brocca di nettare invecchiato era stata rotta per sbaglio...
Quando finalmente il sole trionfante rigettò le ultime ombre sconfitte nel grembo di un'altra notte morente, non c'era piu nessuno che potesse vedere le tracce di quel liquore invecchiato ed il loro spettrale bagliore, nessuno che fosse in grado di tremare davanti agli occhi ardenti che si intravedevano tra le crepe del pavimento.
Nessuno che potesse udire quel debole lamento carico di odio dire: "JAMESON!"

 

 

 

 

 

 

 

CORAX QUEST LIVE. UNA SFIDA ALL'INTERPRETAZIONE DAL VIVO
Per la prima volta in un gioco di ruolo dal vivo è possibile l'importazione di personaggi da campagne aliene, ciascuno con un proprio background costruito magari in anni di gioco da tavolo o dal vivo. Il tutto senza compromettere eventuali sessioni ancora in corso. In Corax Quest Live è infatti possibile portare e interpretare uno qualsiasi dei personaggi che ogni giocatore ha amato nel corso della sua vita da giocatore di ruolo.

 

Con un'ambientazione complessa e studiata ad hoc per permettere tutto questo, uno staff competente di Master con moltissimi anni di esperienza in sessioni dal vivo e da tavolo, completamente autogestito e con costi minimi, Corax Quest live rappresenta un tentativo di innovazione nel campo del Gioco di Ruolo dal vivo, presentando un intreccio potenzialmente infinito di eroi, storie, pantheon, e poteri ancestrali, ed una costruzione delle trame di gioco "intorno" al singolo giocatore e alla sua storia pregressa...

 
 
 

 

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Corax Quest Live 2013. Sito ottimizzato per IE, Mozilla, Google Chrome
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